Di tutte le malattie, l’ignoranza è la più pericolosa

L’ultima volta che ho avuto un weekend libero avevo preso ferie. Trascorrere il sabato notte o la domenica giorno con dodici per niente comode ore di turno ti fa cadere abbastanza in depressione, oltre che a stancarti. In aggiunta è probabile che non vedi i tuoi amici da un paio di mesi. Poi ci pensi bene e non ti ricordi quando è stata l’ultima volta che sei uscita il sabato sera a mangiare una pizza o a fare aperitivo e sei ancora più depressa. Per l’assenza di pizza ovviamente, mica per altro.

Lo scorso venerdì notte però è stato diverso. C’era Giuseppe con me, la guardia giurata napoletana che sostiene che a gente nun tiene a capa, sta tutta matta. È stato stranamente un tranquillo venerdì sera, pochi pazienti, ben distanziati nel tempo, mai fila fuori dall’ambulatorio, mai fretta. Così, fra un mal di gola e un’allergia, Giuseppe ha cominciato a tenermi compagnia parlando del più e del meno, le ultime notizie sul giornale, quel ristorante che ha provato, la figlia che ha trovato un lavoretto part time. E ancora a parlare e chiacchierare, della crisi finanziaria e delle banche, delle crociate e dello Stato della Chiesa, Le due Sicilia e i normanni, Giulio Cesare e Adriano, il medioevo, la vacanza in Puglia, la spesa al supermercato, Marx e il Capitale, il socialismo e la democrazia cristiana, la filosofia dell’Ottocento e il Vangelo, Obama e la nutrizione, il tempo, la ristrutturazione della casa, il nuovo bar del paesello.

È rinfrescante e rassicurante vedere che ancora le persone ti possono mostrare il meglio di sé, senza deluderti. Parto sempre dal presupposto che ognuno ha un cervello e che lo sa usare, magari in modo diverso dal mio ma comunque lo mette in funzione. Spesso, per non dire quasi sempre, rimango invece delusa nel constatare che ho aspettative troppo alte nei confronti delle persone. Basta però un’eccezione alla regola e subito torna l’entusiasmo e l’interesse, torna la voglia di condividere. Non bisogna avere torto o ragione, non c’è la necessità di far valere il proprio pensiero rispetto a quello della persona che ti sta di fronte, c’è solo quella curiosità di elaborare, quel puro piacere di pensare per scoprire cose nuove e per rispolverare quello che già si sa, con un nuovo punto di vista che va ad arricchire la tua persona e il tuo tempo.
Vale la pena continuare ad aspettare la prossima anima pensante che incrocerà il tuo cammino, ne vale veramente la pena, in fin dei conti qualcuno a capa la tiene, basta solo scovarlo quel qualcuno.

Annunci

Un pensiero su “Di tutte le malattie, l’ignoranza è la più pericolosa

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...