Mese: maggio 2017

Di tutte le malattie, l’ignoranza è la più pericolosa

L’ultima volta che ho avuto un weekend libero avevo preso ferie. Trascorrere il sabato notte o la domenica giorno con dodici per niente comode ore di turno ti fa cadere abbastanza in depressione, oltre che a stancarti. In aggiunta è probabile che non vedi i tuoi amici da un paio di mesi. Poi ci pensi bene e non ti ricordi quando è stata l’ultima volta che sei uscita il sabato sera a mangiare una pizza o a fare aperitivo e sei ancora più depressa. Per l’assenza di pizza ovviamente, mica per altro.

Lo scorso venerdì notte però è stato diverso. C’era Giuseppe con me, la guardia giurata napoletana che sostiene che a gente nun tiene a capa, sta tutta matta. È stato stranamente un tranquillo venerdì sera, pochi pazienti, ben distanziati nel tempo, mai fila fuori dall’ambulatorio, mai fretta. Così, fra un mal di gola e un’allergia, Giuseppe ha cominciato a tenermi compagnia parlando del più e del meno, le ultime notizie sul giornale, quel ristorante che ha provato, la figlia che ha trovato un lavoretto part time. E ancora a parlare e chiacchierare, della crisi finanziaria e delle banche, delle crociate e dello Stato della Chiesa, Le due Sicilia e i normanni, Giulio Cesare e Adriano, il medioevo, la vacanza in Puglia, la spesa al supermercato, Marx e il Capitale, il socialismo e la democrazia cristiana, la filosofia dell’Ottocento e il Vangelo, Obama e la nutrizione, il tempo, la ristrutturazione della casa, il nuovo bar del paesello.

È rinfrescante e rassicurante vedere che ancora le persone ti possono mostrare il meglio di sé, senza deluderti. Parto sempre dal presupposto che ognuno ha un cervello e che lo sa usare, magari in modo diverso dal mio ma comunque lo mette in funzione. Spesso, per non dire quasi sempre, rimango invece delusa nel constatare che ho aspettative troppo alte nei confronti delle persone. Basta però un’eccezione alla regola e subito torna l’entusiasmo e l’interesse, torna la voglia di condividere. Non bisogna avere torto o ragione, non c’è la necessità di far valere il proprio pensiero rispetto a quello della persona che ti sta di fronte, c’è solo quella curiosità di elaborare, quel puro piacere di pensare per scoprire cose nuove e per rispolverare quello che già si sa, con un nuovo punto di vista che va ad arricchire la tua persona e il tuo tempo.
Vale la pena continuare ad aspettare la prossima anima pensante che incrocerà il tuo cammino, ne vale veramente la pena, in fin dei conti qualcuno a capa la tiene, basta solo scovarlo quel qualcuno.

Antropologia spicciola

Sabato sera ore 23.20, ambulatorio di guardia medica.
Il paziente entra e dice che ha la tosse e tanto catarro.
Chiedo da quanto tempo.
Da una decina di giorni.
È andato dal suo medico di famiglia?
No.

Come mai decidi di venire un sabato sera in ambulatorio di un medico che non è il tuo e che non hai mai visto in vita tua, quando è da dieci giorni che stai male? Eri a cena fuori e dopo il grappino hai detto ma sai che, faccio un salto dal dottore già che ci sono. Come mai non sei andato ieri o tre giorni fa? Hai aspettato dieci giorni, puoi aspettare undici e andare poi lunedì dal tuo dottore o venire in ambulatorio della guardia la domenica mattina ad un orario un po’ più “normale”. Perché vieni ora, a quasi mezzanotte?

PERCHÉ?

Mercoledì sera ore 22.55, chiamata alla guardia medica.
La paziente ha diarrea.
Da quattro giorni.
Quattro.
Ha chiamato il suo medico di famiglia in questi giorni?
No.

Cosa è successo alle 22.55 di questo mercoledì fatidico, al tuo quarto giorno di diarrea, per decidere ci cercare il numero della guardia medica e chiamare? Come mai non un’ora prima? Come mai non il pomeriggio o la mattina successiva? Perché chiami me adesso e non hai chiamato il tuo medico di famiglia in uno qualsiasi dei giorni precedenti durante i quali stavi male?

PERCHÉ?

Come questi, decine e decine di altri esempi, ogni giorno potrei farci due o tre post sulle perle che si sentono in guardia medica. O dal medico in generale. Ma questa è un’altra storia. Sono però genuinamente incuriosita dal comportamento delle persone, ho veramente interesse nel cercare di capire come ragiona la gente, come mai prendono una decisione piuttosto che un’altra, qual è il loro processo logico, cosa gli passa nella testa. Perché mi chiami alle quattro del mattino dicendomi che è da una settimana che non fai la cacca (true story). PERCHÉ??? Tralasciando il fatto che mi posso sfavare a mille perché dormivo e mi hai svegliato, e non è che mi hai svegliato per un’urgenza o qualcosa di importante, mi hai svegliato per una minchiata. Tralasciando questo fatto, sono lì a lavorare, è giusto così. Quello che voglio sapere con tutta me stessa, ma lo voglio sapere sul serio eh, non mi sto lamentando o che, sto proprio cercando di dare un senso a questo mio mestiere, a questa nostra vita, quello che mi piacerebbe sapere è, PERCHÉ?

La guardia giurata napoletana che sta con me in ambulatorio ha raggiunto la conclusione che a gente nun tiene capa, sta tutta matta. Mi dispiace arrendermi così a questa spiegazione, dopo tutto sono pur sempre una donna di scienza, ma quasi quasi do ragione a lui.