Programmo la fuga

on my way to myself


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“I grandi successi del Governo sono come i fuochi d’artificio di giorno, anche se fanno rumore, nessuno li vede”

La periferia di Birmingham, dove si trova il mio ospedale, è uno dei luoghi più ignoranti e disagiati che ho visto in vita mia. L’Inghilterra non è Londra, e questo è quanto. Il contadino novantenne con la seconda elementare nella campagna toscana è più acculturato del borghese medio del West Midlands. Non per scherzare ma mio nonno (che l’aveva fatta ben due volte la seconda elementare, grande vanto di famiglia) ne sapeva più di qualche medico che lavorava con me a Brum.

Nella totale e preoccupante anelasticità mentale della periferia piovosa di Birmingham, il popolo ottuso e cirrotico si è trovato improvvisamente in ospedale dei nuovi cartelli alle porte dei bagni.

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Non risolverà certo le discriminazioni, non farà smettere le prese in giro e gli insulti, non cesseranno magari i commenti spregevoli, ma il solo fatto di essere riconosciuti da un’entità superiore e più potente del bigottissimo vicino di casa lo considero comunque un enorme passo avanti. Il potere dello Stato può raggiungere ogni angolo del Paese, ed è solo con questi segnali, passo dopo passo, che fra qualche decennio e un paio di generazioni, forse, si spera, anche l’ignorante inglese medio inserirà nel suo baratro di qualunquismo la consapevolezza che essere diversi è in realtà normale.

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