Programmo la fuga

on my way to myself

Quattro morti per un miracolato 

8 commenti

C’è chi rimane in silenzio. Annuisce, lo vedi che ha capito, ma rimane in silenzio. Fai domande e sai già le risposte, ma le devi fare lo stesso. Rimane comunque in silenzio. Ti affida la sua vita con uno sguardo, la tieni nelle tue mani per un po’, fai del tuo meglio ma sapevi già la risposta e la fine non tarda ad arrivare. 

C’è chi ti nega in faccia la verità. Scuote la testa come un bambino di cinque anni che non vuole mangiare le verdure e dice no no no no. E puoi solo dire che va bene così. Quando realizzerà che dicevi la verità si metterà a piangere e ti chiederà aiuto, anche se magari sarà troppo tardi. Non ti chiederà mai scusa perché non c’è niente da perdonare. 

C’è chi continuerà a fare finta di niente. Sorriderà e farà battute anche quando vomiterà feci. È quello che non ti dirà mai che ha dolore perché non ti vuole disturbare, o forse perché veramente non ha dolore. Gli altri intorno piangeranno e lui chiuderà gli occhi con un sorriso. 

C’è chi se ne va perché è il momento giusto e non rimane altro da fare se non fare l’ultima cosa. 

C’è chi crede che Dio lo salverà. 

C’è chi si suicida. 

C’è chi sembra pieno di speranza ma in realtà è solo pieno di paura. 

C’è chi resiste contro il tempo, contro le aspettative e contro Dio. Sulla carta lo dai per spacciato, lo guardi e al massimo scommetteresti un’altra settimana, non di più. E invece il giorno dopo trotterella in giro come niente fosse, più forte di quanto non sia mai stato perché ha vinto la battaglia impossibile da vincere. 

Non c’è un modo giusto per affrontare la morte e non c’è un modo giusto per affrontare la vita. Siamo qui ad accettarne ogni sfumatura, ogni capriccio, ogni imprevisto e ogni lacrima, di dolore o di gioia. Siamo qui a stringere una mano che ad un certo punto lascerà andare la presa. Siamo qui ad acchiapparla appena si allunga a cercare un appiglio. Non c’è un modo giusto. Le risposte giuste si hanno solo quando non ci siamo più. 

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8 thoughts on “Quattro morti per un miracolato 

  1. È bello sapere che, nonostante le risposte non ci siano, qualcuno si sforza ugualmente di dare un senso alle domande 🙂

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  2. E tu che sei lì dall’altra parte, nel fronte (diciamo) bianco della medicina… Ecco che lì dalla tua parte c’è chi non evita di diventare cinico, ed ecco che c’è chi invece partecipa ogni volta, e c’è chi perde fiducia nel suo mestiere, chi si dispera di sentirsi troppe volte impotente, chi invece è affascinato dal mistero e dalle risposte imprevedibili troppo spesso dell’organismo umano… e chi… e chi… e chi…

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  3. Però che nodo in gola.

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  4. La morte non esiste. E’ solo che si smette di vivere 🙂

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