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C’è chi è messo peggio

22 commenti

Una volta, quando studiavo in Brasile, si presentò un uomo al pronto soccorso, respirava male, era praticamente blu. I dottori parlottarono tra loro per diversi minuti, guardarono le vecchie cartelle cliniche del paziente, non sapevano bene come comportarsi. Chiesi come mai non facevano un’emogas, un’analisi del sangue che da noi in Italia si fa anche più volte al giorno allo stesso paziente. Mi chiesero se sapevo quanto costava fare un’emogas, ma non ne avevo idea. Quel giorno capii che sono molto fortunata ad essere nata in Italia e che, anche se ci lamentiamo della nostra sanità, in fondo in fondo non è poi così male.

Quando sono andata a studiare in Australia ero molto contenta, pensavo che finalmente avrei visto come dovrebbe essere un ospedale serio, senza appuntamento dopo mesi, senza letti in corridoio, senza la disorganizzazione tipica italiana. Tutto in effetti funzionava molto bene, ma qualcosa non mi tornava. Dopo un paio di mesi mi resi conto che il livello di conoscenza dei dottori era in realtà alquanto scarso,  rispetto alla media dei medici italiani. Quasi sconvolta dalla rivelazione, me ne sono tornata a Firenze apprezzando ancora di più la nostra sanità, pur con tutti i suoi difetti e i suoi disastri quotidiani.

Sono due settimane che lavoro in ospedale in Inghilterra e l’unico pensiero che ho è: siamo più organizzati in Italia. Il che è veramente tutto dire. Sono molto efficienti da queste parti, i dottori lavorano meno e guadagnano di più che da noi, tutti sono molto gentili, le cose sembrano funzionare alla perfezione. Da fuori sembra proprio che tutto funzioni bene, è dal dentro che le cose non tornano molto, sono inutilmente laboriose e complicate, in bilico sul filo della causa legale, conoscenze limitate al “di tutto un po’”, capacità di agire dopo aver pensato vicino all’inattuabile. Tre consulenze per cambiare la dose del warfarin, cose che mi sconvolgono sul serio, sono scoppiata a ridere in faccia al primario quando mi ha chiesto di chiamare ematologia per sentire cosa fare con quell’INR. Ho pensato ai primari italiani con i quali ho avuto a che fare, ho pensato a quanto li ho odiati per il loro ego spropositato, per la loro cattiveria e ipocrisia. Però sono quindici spanne più in alto rispetto a qua.

Ovunque nel mondo ci sono dottori bravi e dottori meno bravi, ovunque nel mondo la gente si lamenta della sanità locale, quasi sempre ci sono mille e più cose che posso essere migliorate. Eppure ho avuto a che fare con gli ospedali di quattro Paesi in tre continenti diversi e continuo a pensare che in fondo in fondo non siamo poi così male in Italia.. Non va bene accontentarsi, però insomma, ci si potrebbe lamentare anche un po’ meno ecco.

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22 thoughts on “C’è chi è messo peggio

  1. Certo lamentarsi un po meno però avvolte di dottori incapaci anche qui ne abbiamo.
    Se non fosse stato per mia fortuna che mio padre mi plha portato via da dove ero ricoverata da piccola adesso mi ritroverei una cicatrice enorme sul mio corpo invece di 4 piccole sparse sulla pancia. Tutto perché non capivano il mio problema ( avevo sempre i valori del fegato alti e alla fine ho scoperto che avevo la colicisti come una bella fragolina farcita da tanti calcoli).
    Il dottore che mi voleva aprire disse testuali parole ” non sappiamo cos abbia vostra figlia, l apriamo e vediamo il problema”… avevo si è no 10 anni facevo le scuole medie…

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    • Infatti come ho detto ci sono dottori bravi e meno bravi, e ci sono tante cose che si possono migliorare. Disastri se ne sentono tutti i giorni, ogni paziente ha la sua storia, positiva o negativa che sia. Sto facendo più un discorso di organizzazione della sanità, da “dietro le quinte”, per gli addetti ai lavori, non sto considerando il lato dei pazienti.

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  2. Allora torna subito in Italia che il nostro paese ha bisogno di cervelli buoni.
    Ah per i non addetti ai lavori, quando parli tecnico metti a fine del post due parole di spiegazione altrimenti, gente come me deve andare a smanettare per vedere cosa è l INR per capire come mai hai riso in faccia al supermegadoctor.😊

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  3. Interessante questo tuo post. Prezioso. Perchè non si è mai abbastanza informati e non sempre è facile sapere. I dati ufficiali sono una cosa, le notizie dirette sul campo non è facile averle.

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    • Ci sarebbero veramente tante cose positive da dire sulla sanità italiana che le persone non sanno. Molti per esempio non conoscono il prezzo dei farmaci che prendono regolarmente in ricetta rossa. Le altissime tasse che abbiamo servono a pagare anche pilloline che costano centinaia di euro a scatolina per esempio, ma se uno arriva con difficoltà a fine mese giustamente non mette al primo posto la salute e la cura del resto del Paese, anche se un giorno egli stesso ne usufruirà. Sono argomenti difficili e non ne se viene mai capo..

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  4. Sono d’accordo, e non solo di massima, ma con ogni tua frase.

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  5. Addirittura l’ematologo per un INR??? O_0

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  6. Abito da 16 anni in a Londra e non posso che confermare quello che dici della sanita’ inglese: e’ una tragedia. O meglio, l’NHS, la loro mutua e’ una tragedia. Suppongo che privatamente le cose siano un po’ diverse, non so, non ho mai provato. Ci sono molte cose che amo della Gran Breatgna – teatri, musei, parchi, – ma la sanita’ non e’ una di quelle. Non c’e’ giorno che non rimpianga amaramente l’aver dovuto lasciare il mio (bravissimo) medico generico bolognese…

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  7. Ciao! Non so se ho mai commentato prima o se ho voluto farlo un paio di volte ma poi ho ceduto.
    Continuerò a seguirti, nel frattempo questo post mi ha fatto venire in mente un link rimbalzato su facebook da diversi miei amici:
    http://www.bloomberg.com/visual-data/best-and-worst/most-efficient-health-care-2014-countries

    Vivo in Belgio da 4 anni, sono stata in ospedale più qui che in Italia e sempre da sola. Se posso dire che le cose sono sempre filate lisce, altrettanto devo ammettere che ci sono cose che mi lasciano alquanto perplessa. Le visite dal medico di famiglia non durano più di 5 minuti, nessuno mi ha fatto un’anamnesi, e si pagano 25euro sull’unghia ogni volta.
    Non c’è paragone.
    E sorvolo sul sistema inglese che è meglio…

    🙂

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  8. Vero! Vale anche per altri ambiti. 🙂

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