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Lo strano caso della Jacket Potato che non era stata cotta a sufficienza

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Gli anglosassoni si sa, sono particolari. Americani, inglesi, neozelandesi, non importa, fanno tutti parte di quella incomprensibile cultura che ci affascina e disgusta contemporaneamente, che amiamo e vogliamo copiare, ma che allo stesso tempo giudichiamo con superiorità e disprezzo.  A volte ci ritroviamo a sospirare “Ah, ma perché qua in Italia non funziona come da loro?”, fantastichiamo in segreto, ci lamentiamo col vicino pendolare “A Londra ti dicono addirittura quanti secondi mancano all’arrivo del treno, mica come da noi che se arrivi con cinque minuti di ritardo sei anche contento”.
Poi al supermercato trovi la pasta già pronta, gusto pollo tandoori basilico e parmigiano. E niente, fai precipitare un’intera cultura al livello di NON MERITEVOLE DI ESISTENZA.

Ieri in reparto c’è stato questo incidente particolarissimo: una paziente si è alterata – ma alterata è dire poco, si è imbestialita – perché la jacket potato del suo pranzo non era cotta a sufficienza. Per chi non lo sapesse, la jacket potato è una patata al forno, con dentro qualcosa, formaggio, fagioli, maionese, so una mazza, è una banalissima patata al forno insomma, quella che si cuoce con la buccia.
La situazione è presto degenerata: è venuta su in reparto, direttamente dalle segrete cucine dell’ospedale, e nel tempo record di tre minuti e mezzo dal momento della chiamata, l’amministratrice della distribuzione dei pasti, la quale si è profusamente scusata con l’indignata paziente, promettendole chiarezza e giustizia, e andandosene poi via con la patata incriminata, diretta immediatamente dallo chef per presentargli la prova della sua incapacità e negligenza.
La paziente è rimasta così tanto insofferente per la brutta faccenda, che circa un’ora dopo se ne esce con la brillante idea di dimettersi contro parere medico. La capo infermiera ha chiamato l’ufficio legale per far presente il problema, sai mai la pazza avesse deciso di fare causa.
Per l’intera durata della tragicommedia la mia faccia è rimasta interrogativa, e per essere precisa la mia espressione interrogativa si è modificata come segue:
– che cosa sta succedendo?
– di che cosa stiamo parlando?
– cioè stiamo parlando di una patata?
– ma quindi che sarebbe successo?
– posso ridere o mi sgridano se rido?
– e questa sarebbe venuta su dagli uffici amministrativi per una patata cruda?
– perché stiamo ancora perdendo tempo dietro una patata?
– come mai la paziente sta gridando?
– dai non può essere che grida per una patata cruda, sono su Candid Camera vero?
– questi non sono normali, devo per caso chiamare il reparto di psichiatria per un consulto?
– cioè fammi capire… ti vuoi dimettere contro parere medico per una patata cruda?
– posso ridere? dai per favore, posso ridere?

Ho dovuto parlare con la paziente per convincerla a restare, non volevo farla tornare a casa per finire in shock settico, non sarebbe stato utile alla sua salute. Sono rimasta seria per l’intera conversazione di circa quindici minuti, ho ascoltato le sue lamentele, ho portato prove a favore della mia proposta di rimanere in reparto, ho cercato di essere professionale. La verità è che volevo schiaffeggiare la tizia e insultarla a gran voce con parole per niente gentili, mandarla a casa a morire di insufficienza multipla d’organo tra atroci sofferenze e agonie, volevo dare una mano all’arduo lavoro della selezione naturale. La verità è anche che mi sono scusata per una patata cruda.

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15 thoughts on “Lo strano caso della Jacket Potato che non era stata cotta a sufficienza

  1. Beh dai, poteva rimanerle sullo stomaco la patata cruda… XDDD che tocca senti’!

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  2. No, dai, è una barzelletta. Le ci vuole un po’ di cibo ospedaliero italiano

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  3. La tua premessa dice tutto 🙂

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  4. Beh, innanzitutto, l’episodio l’hai raccontato bene. Raccontare le barzellette è un’arte. E se tu pratichi la professione come scrivi, mi riterrei ben fortunato ad averti come medico.. Sì, perchè questa che riferisci è… una barzelletta 🙂
    Ad essere obiettivi, non so se l’episodio della matta dipenda da una mentalità anglosassone o da una fuori di testa rompipalle. Che matte rompipalle ci sono anche qui in corsia, ne ho viste di persona, la follia non conosce latitudine.
    Resta però l’efficienza ed attenzione della struttura sanitaria prontamente intervenuta.
    Forse la prossima patata vi conviene infarcirla con ripieno generoso di valium.

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    • sempre un sacco di complimenti grazie 🙂 sembrava anche a me una barzelletta, purtroppo è stato fin troppo reale XD
      ogni paese ha i suoi matti, senza dubbio, ma questo episodio era proprio una questione di mentalità secondo me. se una pazza in reparto in italia si lamenta per la patata non cotta nessuno la considera e la lascia fare.. giustamente aggiungerei..

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      • C’è sempre un pro e contro in ogni cosa e settore, in Italia giustamente lascerebbero fare ma, ahimè, non… per la patata solamente!
        (Laissez faire, laissez passer… nasce francese ma sta perfetto in italiano. Per esempio, uno statale che ruba non viene licenziato, ma passato in altro ufficio!!!!)

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