Programmo la fuga

on my way to myself

Saranno famosi

19 commenti

Anche ieri ero a insegnare BLS ai dipendenti di un ufficio pubblico. Questo lavoretto mi è capitato completamente a caso all’inizio dello scorso mese, e devo dire che mi ci trovo proprio bene; nonostante sia a chiamata e sporadico, pagano discretamente, non ho grandi responsabilità, e soprattutto mi diverto un casino. In sostanza me ne vado a zonzo con un mezzobusto di manichino per la rianimazione cardiopolmonare, facendo anche discrete figure di cacca, come quando una bambina in metro a Milano mi ha chiesto come mai alla mia bambola mancassero tutti e quattro gli arti.
I miei “alunni” sono dipendenti pubblici che sono stati costretti a sorbirsi queste dodici ore di corso sulle emergenze mediche, li vedi lì, sfavatissimi, chi guarda il cellulare, chi parlotta col vicino, chi si alza per uscire a fumarsi una sigaretta, voglia di partecipare e livello di attenzione sotto lo zero. Poi però succede qualcosa, in fondo sono simpatica, riconosco la difficoltà e la pesantezza di alcuni argomenti medici, so che il medichese è una brutta lingua, e quindi divago, racconto aneddoti, storielle, distruggo credenze popolari, metto su scenette teatrali, mi improvviso attrice, e l’attenzione sale, cominciano le domande, la gente ride e interagisce. Quando arrivo a spiegare che il defibrillatore serve in realtà a fermare il cuore e che l’alcol non riscalda, le persone mi hanno già raccontato la loro vita, mi hanno chiesto di aggiustare la terapia antipertensiva della suocera, mi hanno confidato segreti irripetibili, conosco così bene le funzioni corporali dei loro figli che sono praticamente già di famiglia.

Sono incredibili i segreti che le persone spifferano al medico (giustamente, aggiungerei), forse solo i preti sentono di peggio. Ogni volta mi stupisco di questa cosa, io che nemmeno racconto a me stessa come stanno veramente i fatti, ho un titolo davanti al nome e per questo la gente si fida, si confida. Continuo a sorridere con gentilezza, annuendo ogni tanto, intercalando frasi di circostanza, mai concludere per prima la conversazione, la professione consiste nel fare finta che quello che sto ascoltando mi stia effettivamente interessando.
Le persone mi stupiscono, non le sopporto ma mi affascinano. E poi se ne vengono fuori con cose assurde, mi fanno veramente sbellicare dalle risate, è incredibile cosa frulla in testa alla gente. Ieri, a fine lezione, tutti sono venuti a salutarmi, baci e abbracci (ma chi vi conosce?), e una signora se ne esce con “Dottoressa, è così brava che mi aspetto di vederla in televisione”. Che?

P.S.
Ma chi c’era ieri tra i miei alunni, se non lui, il postino impiccione con la memoria fotografica! Questa volta l’ho riconosciuto e ne vado orgogliosa, ma vi dovessi dire come si chiama.. me l’ha anche detto, bah, sono veramente un disastro. Lui in compenso sa il mio nome, cognome, indirizzo, mezza vita. Fantastico.

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19 thoughts on “Saranno famosi

  1. e pensare che io sto invece in lista per il corso di primo soccorso della Croce Rossa… sì, questa storia del raccontarsi lo fanno ovunque.

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  2. Nonostante il tono staccato e latenti tentazioni irridenti, in realtà ti sei data e con passione sia al tuo pubblico che all’argomento, altrimenti non avresti raccolto confidenze anche pruriginose con finale di baci e abbracci e quel vertice di dichiarazione: «Dottoressa, è così brava che mi aspetto di vederla in televisione». A siglare, ce ne fossero dubbi, il successo della tua missione (e “buona volontà”, sì, spendiamo le due terribile parole!)
    Quanto all’eterogeneità (definiamole così) delle uscite dei tuoi interlocutori – c’è uno slogan splendido tanto da valere come massima di vita – è lo slogan di un’associazione dedita ai disturbi della psiche: NESSUNO DA VICINO È NORMALE.

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  3. Da ex volontaria 118 ti capisco…. Il nostro manichino però gli arti li aveva!!! 😁

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  4. E’ pensare che sono cose che servono a tutti.
    “Non le sopporto ma mi affascinano” non sarebbe stato capace di scriverla neppure Bukowski 😉

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  5. Molto bello! Una narrazione del tuo quotidiano che pure dice molto di te. Un’analisi quella sul genere umano che condivido in pieno… Un saluto, dottoressa 🙂

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  6. Che forza, ogni volta che ti leggo è uno spasso!

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  7. Io sono dipendente pubblica, ma i corsi di BLS ce li risparmiano, sarà che lavoro in ospedale e si presume che i soccorsi li prestino altri. Però ho spento incendi… Ma ai pompieri non si racconta molto

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