Programmo la fuga

on my way to myself

Ceci n’est pas une pipe

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Stamani fissavo il vuoto (mi capita spesso), e quando mi sono ripresa mi sono ritrovata ad osservare la parte della mia libreria con i libri di testo dell’università. Cose mostruose, centimetri di spessore, pesi da morire. Ho fatto un calcolo veloce e viaggio tranquilla sui 2000€ di testi. E poi ci sono tutte le dispense, i libri fotocopiati, i tascabili che entrano nel camice. Ne ho anche venduto qualcuno a suo tempo di tomi che sapevo non avrei mai più usato, sul computer ho un’altra trentina di libri in pdf, quindi pensate quanto caspiterina m’è toccato studiare.. e non mi definirei nemmeno una secchiona, non per lo meno come alcuni secchioni che conosco io ecco, il che è tutto dire sul serio.
Un patrimonio e un quarto della mia vita sono racchiusi in quelle decine di migliaia di pagine. Imponenti tomi, tenuti bene, fanno la loro porca figura nella libreria, fanno sentire in imbarazzo i manga incastrati nello scaffale più in alto, i soli libroni di anatomia umana sono in grado di mandare nell’ombra tutti gli altri libri della stanza (e vi assicuro che ne ho a centinaia, dormo in una biblioteca praticamente). Eppure quei quattro scaffali dell’università sono la parte che meno preferisco nella mia camera. Non riesco a vederli come scaffali che hanno donato qualcosa alla mia vita, piuttosto mi hanno tolto molto, sicuramente più di quanto ho ricevuto. Non si studia medicina con il naso in aria, e io ho tenuto per anni la testa china. Rimangono comunque gli anni più rappresentativi della mia esistenza, sulla carta fanno la loro splendida figura. E non solo sulla carta ad essere onesti, quando hanno chiesto se c’era un medico a bordo ho dovuto alzare la mano più di una volta, ti guardano con ammirazione e se hai culo ti becchi pure la prima classe. Ma si sa, mai giudicare un libro dalla copertina.

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13 thoughts on “Ceci n’est pas une pipe

  1. Ecco Perché viaggio sempre in seconda: mi mancano i tomi di anatomia

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  2. “mai giudicare un libro dalla copertina” e chi quel libro ha 🙂
    [bada che sei tu che m’hai dato l’imbeccata!) 🙂

    Hai reso squisitamente il tuo disdegno, prosa simpatica e agganciante. Sotto-sotto però mi pare di sentire anche dell’affetto per quel quarto di vita lì riposto.

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  3. Ho una certa esperienza affettiva con persone che fanno il tuo stesso mestiere, e devo dire che quelle biblioteche pesanti e piene di tomi che cumulati ammontavano a qualche migliaio di euro…beh, se usati bene rendono eccome – come giustamente tu dici – però a volte avevo l’impressione che per alcuni si fermi tutto in quel mondo lì. Non so se mi spiego.

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  4. Non posso dire lo stesso dei miei testi universitari… li conservo ancora ma preferisco la sezione della mia biblioteca con i testi dei classici ed i romanzi che mi sono piaciuti… Però capisco quanto ti abbiano tolto e dato per arrivare ad essere ciò che sei ora…

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