Programmo la fuga

on my way to myself

Veni, vidi.. mi lamentai

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Il mio curriculum vitae sta viaggiando nel mondo, è disperso e non sa come fare a rimettersi in carreggiata. Nel solo 2015 si è avventurato in Australia, in UK, in Irlanda e in tutto lo stivale italiano. Ad un certo punto mi è giunta una sua cartolina dal Kuwait.
Quello che succede al tuo CV una volta spedito, fisicamente o in formato elettronico, supera l’immaginazione. Terze, quarte, quinte, diciottesime parti se ne appropriano, e le sue avventure sul pianeta Terra, passando di mano in mano, da casella email a un’altra, sono quasi invidiabili. Una volta ho ricevuto una telefonata da parte di una compagnia assicurativa “Ci risulta che si è laureata ieri.. congratulazioni.. le interesserebbe fare il perito?”. Innanzitutto: chi ha fatto la spia che mi sono laureata ieri?!? Le segretarie dell’Università non fanno mai nulla dalla mattina alla sera ma si affrettano a mettere la data di laurea online così da disattivarmi la tessera della mensa, brutte tirchie. Seconda cosa: mi devo sorbire il tirocinio post-laurea e sostenere l’esame di abilitazione, per i prossimi mesi sarò abbastanza impegnata. E infine: sono le 9 di mattina e sono ancora sbronza da ieri sera, secondo lei voglio diventare un perito?
Ieri mi ha telefonato un tizio, DottQualcosa della clinica NomeCosìLungoCheNonHoCapitoUnaCippaQuandoMeLoHaiDettoAllaVelocitàDellaLuce. Ha esordito con “Ho qui sulla scrivania il suo curriculum”. Mi fa piacere. Non so come mai il mio CV sia lì bello disteso davanti ai suoi occhi (questo spudorato), non so chi lei sia o che cosa mi stia offrendo, ma se ne può parlare. “Alle 14.30 oggi pomeriggio le va bene?” Mah, guardi, mi suona alquanto disperato, però, insomma, sono le 13.10, ancora c’ho da pranzare, mi dovrei fare almeno una doccia prima di un colloquio di lavoro, mi ci vuole una mezz’oretta di statale per arrivare…

La cosa positiva di essere medico è che il lavoro in qualche modo lo trovi, senza nemmeno cercarlo ti capita in collo. Magari non un impiego costante e non tutti i giorni, ma da qualche parte un dottore serve sempre, passo settimane a far niente e settimane a lavorare come un cane.
Dovrei fare la specializzazione ma non sono entrata, e sinceramente nell’ultimo annetto mi è anche passata la voglia. Brutte cose da dire, ma la sfiducia che mi è salita, piano piano e inesorabile, verso un sistema di istruzione medica (sistema, non istruzione di per sé) che fa ridere anche i polli, sta ora dando i suoi frutti. Così tante cose potrebbero essere fatte meglio, perché la verità è che siamo bravi e in gamba (non per nulla un tempo avevamo conquistato il mondo), ma siamo talmente pigri che preferiamo continuare a lamentarci aspettando che sia qualcun altro a fare qualcosa. D’altronde non saremmo italiani.. siamo un popolo affascinante, non credete?
Il problema è che per educazione si cede il posto a sedere alle persone anziane, e a forza di stare in piedi i giovani si stufano, scendono e cambiano autobus, preferibilmente con targa straniera.

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9 thoughts on “Veni, vidi.. mi lamentai

  1. Anch’io ho il tuo curriculum sulla scrivania. Mi visiti?

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  2. Posso essere curiosa e chiederti che specializzazione avresti scelto? :p

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