Programmo la fuga

on my way to myself

Essere un personaggio in cerca d’autore

13 commenti

Ho sempre odiato il carnevale, e ci sono foto che documentano la cosa: ho due anni e sono a cavalcioni sulle spalle di mio padre alla sfilata dei carri di Viareggio, guardo la fotocamera con occhi lucidi, mi vorrei mettere a piangere ma mi impongo di resistere, labbra tese e guance rosse dal freddo, un sottotitolo immaginario che scorre a caratteri cubitali PORTATEMI VIA DA QUI.
L’unica cosa che mi piaceva era il carnevale del mio paesello per il martedì grasso, niente carri, panini alla salsiccia, la piazza del municipio ricoperta da coriandoli colorati. Alle elementari uscivo di classe alle 16.30, e mi fiondavo alla bancarella che vendeva le bombolette di schiuma, la guerra sarebbe cominciata a breve. Mi ricordo che indossavo sempre questa giacca vecchissima, viola, che mi stava tre taglie più grande. Me l’aveva passata mio cugino Mimo quando ormai non la usava più, e aveva tantissime tasche, così ci potevo nascondere anche quattro o cinque bombolette. Ci rincorrevamo e ci nascondevamo, agguati dietro gli alberi, corse a perdifiato, zuppi di schiuma. Non sentivo nemmeno il freddo, con i capelli bagnati. Era l’unica occasione dell’anno in cui mi potevo mettere una giacca da uomo e nessuno mi prendeva in giro, anche se mi chiedevano come mai non mi volessi vestire da principessa. Perché no. Quando andai alle medie e le guerre con la schiuma passarono di moda, tornai ad odiare il carnevale.

Quando ero piccola Halloween non era ancora una festività conosciuta dalle mie parti. Mi ricordo che la sera del 31 ottobre venivano sempre a cena da noi il Bibliotecario e sua moglie Donna, americana. Si portava una zucca dietro, la intagliava con me, ci mettevamo una candela dentro e poi la piazzavamo sul muricciolo che dà sulla valle, così che tutti la potessero scorgere in lontananza.
Molto più tardi cominciarono le festicciole, i ritrovi, i travestimenti. Inutile dire che li odiavo. Preferivo rimanere a casa piuttosto che uscire. Tutt’oggi preferisco rimanere a casa che travestirmi per Halloween. O per carnevale. O per qualsiasi altra festa a tema con travestimenti. Ho passato troppo tempo a far finta di essere qualcuno che non sono, ora basta, vengo vestita da me stessa. Molti mi dicono che sono noiosa, che ogni tanto potrei anche partecipare, giusto per fare due risate. Forse hanno ragione, ma la sola idea di travestirmi mi fa istintivamente assumere la stessa espressione che ho in quella foto di tanti anni fa. In realtà mi piacerebbe essere in grado di partecipare e di divertirmi per questi eventi, ma ho il blocco, sto aspettando l’opportunità giusta per rimettermi la mia giacca viola, e so che un giorno arriverà, ogni cosa a suo tempo.

Ieri sera ho parlato al telefono con Nandino, il mio cuginetto Asperger. Non è andato con i suoi compagni di classe a fare dolcetto o scherzetto di casa in casa. Sentivo mia zia vicino alla cornetta che chiedeva “Sicuro che non vuoi andare? Li raggiungiamo.. Sicuro?”. Nandino mi ha detto che lui è un bambino al contrario, perché fa quello che gli altri non fanno, e non gli piace fare quello che fanno tutti gli altri. Gli ho detto che va bene così, se non vuole andare a festeggiare Halloween non importa. Mi ha risposto “Meno male che ci sei te. Lo dici te alla mamma che non voglio andare? Così smette di chiedermelo”.

Annunci

13 thoughts on “Essere un personaggio in cerca d’autore

  1. Bello-bello-divertente!
    E poi c’è chi ha la Porsche, non sono tanti ma comunque più di uno – ma quanto possono vantare una giacca viola?

    Liked by 1 persona

  2. A me invece è sempre piaciuto il carnevale, per la sospensione delle regole, dei ruoli. E’ come un mondo perfetto. Peccato che mi capiti molto di rado di incontrare gente con la testa da carnevale!
    Ora che ci penso, dalle mie parti, quando qualcuno non prende mai niente sul serio, gli si dice che è “un carnevale”!

    Liked by 1 persona

  3. ma se mettiamo maschere tutti i giorni… di grazia, che bisogno c’è di mettere maschere sulla maschera? condivido il tuo pensiero… 😉

    Liked by 1 persona

  4. Una giacca viola con tante tasche è cosa buona. Dalle tasche si estrae.

    Mi piace

  5. Sono esattamente come te ma, diversamente da te, non mi piacerebbe nemmeno in fondo in fondo partecipare a questi travestimenti. Semplicemente non fa per me. Io mi diverto lo stesso in altri modi… senza maschere! 🙂

    Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...