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Giuro per Apollo medico e Asclepio e Igea e Panacea

10 commenti

La mia amica Joey si è laureata, adesso è ufficialmente DottJoey, anche se ancora per qualche mese non potrà esercitare la medicina, fino al superamento dell’esame di abilitazione.
A ogni laurea viene letto il Giuramento Professionale (ex giuramento di Ippocrate), e per me è sempre un’occasione di riflessione, perché lavorando ho realizzato che spesso i medici si dimenticano quello che hanno giurato, altre volte lo interpretano secondo l’ispirazione del momento. Nelle Facoltà di Medicina e Chirurgia si parla molto di cellule e farmaci, decreti legge e budget, si parla poco di filosofia e morale, di etica e coscienza.
La cerimonia ufficiale di giuramento è in altra sede e in giorni prestabiliti, ma i Professori fanno sempre leggere il giuramento al momento della proclamazione dei dottori, anche perché fa scena, la pomposità non è mai sufficiente in queste occasioni, toghe e fasce rosse dei Chiarissimi Professori Dottori sono il minimo sindacale. In effetti è alquanto emozionante sentire i giovincelli dottorini leggere con voce tremante quel pezzo di carta che trasforma la tua vita: da quel momento sei medico, ventiquattro ore su ventiquattro, senza pause né vacanze, ovunque nel mondo, fino a che sarai in grado di intendere e di volere, sarai medico, è la tua vita. Sei medico in ospedale, per strada, al pranzo di famiglia, il sabato sera in discoteca, sei medico su un aereo, quando ti fai un selfie con gli amici, quando vai al supermercato, sei medico quando non hai voglia, quando sei distratto e pensi ad altro, quando vorresti strozzare quel rompicoglioni di paziente che hai di fronte, sei medico quando sbagli, quando ti senti Dio, quando fai finta di non essere medico, sei medico quando ti capita di uccidere, sei un medico anche quando dormi e porcaputtana ti svegliano.

Ho pensato che molti non conoscono il Giuramento Professionale, e ho pensato di spiattellarvelo qua, se per caso avete voglia di leggerlo. Vi metto in grassetto i punti che preferisco.

Consapevole dell’importanza e della solennità dell’atto che compio e dell’impegno che assumo, giuro: 

  • di esercitare la medicina in libertà e indipendenza di giudizio e di comportamento rifuggendo da ogni indebito condizionamento
  • di perseguire la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica dell’uomo e il sollievo della sofferenza, cui ispirerò con responsabilità e costante impegno scientifico, culturale e sociale, ogni mio atto professionale; 
  • di curare ogni paziente con eguale scrupolo e impegno, prescindendo da etnia, religione, nazionalità, condizione sociale e ideologia politica e promuovendo l’eliminazione di ogni forma di discriminazione in campo sanitario
  • di non compiere mai atti idonei a provocare deliberatamente la morte di una persona; 
  • di astenermi da ogni accanimento diagnostico e terapeutico; 
  • di promuovere l’alleanza terapeutica con il paziente fondata sulla fiducia e sulla reciproca informazione, nel rispetto e condivisione dei principi a cui si ispira l’arte medica
  • di attenermi nella mia attività ai principi etici della solidarietà umana contro i quali, nel rispetto della vita e della persona, non utilizzerò mai le mie conoscenze; 
  • di mettere le mie conoscenze a disposizione del  progresso della medicina; 
  • di affidare la mia reputazione professionale esclusivamente alla mia competenza e alle mie doti morali; 
  • di evitare, anche al di fuori dell’esercizio professionale, ogni atto e comportamento che possano  ledere il decoro e la dignità della professione
  • di rispettare i colleghi anche in caso di contrasto di opinioni; 
  • di rispettare e facilitare il diritto alla libera scelta del medico; 
  • di prestare assistenza d’urgenza a chi ne abbisogni e di mettermi, in caso di pubblica calamità, a disposizione dell’autorità competente; 
  • di osservare il segreto professionale e di tutelare la riservatezza  su tutto ciò che mi è confidato, che vedo o che ho veduto, inteso o intuito nell’esercizio della mia professione o in ragione del mio stato; 
  • di prestare, in scienza e coscienza, la mia opera, con diligenza, perizia e prudenza e secondo equità, osservando le norme deontologiche che regolano l’esercizio della medicina e quelle giuridiche che non risultino in contrasto con gli scopi della mia professione.
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10 thoughts on “Giuro per Apollo medico e Asclepio e Igea e Panacea

  1. non lo conoscevo, nonostante mia sorella sia nefrologa. grazie

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  2. Sapevo di questo giuramento perché la mia coinquilina studiava medicina all’epoca…se davvero tutti i medici lo seguissero sarebbe una bella cosa!

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  3. NeMomento io lo conoscevo e devo dire che è molto bello. Sarà che lavoro in ospedale, ma alcuni punti mi sembra vadano ripassati

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  4. Ho partecipato a tre lauree di medicina di alcuni amici qualche mese fa (le mie prime lauree… Un po’ come assistere ad un primo matrimonio, una prima prima comunione, un primo funerale). Ho sentito questo giuramento, e sebbene sia stato un momento emozionante, mi ha lasciato perplesso. Non ho mai ritenuto la professione medica una vocazione o una missione, e ascoltare quelle parole ha avuto un effetto ancora più repulsivo, di amplificazione a questa mia idea.

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    • Conosco qualcuno che fa il medico per vocazione, decisamente non il mio caso. La mia scelta è stata più che altro fatalità. Non la considero per niente una missione, più una tortura eheh ma credo fermamente che una volta arrivati in fondo al percorso di studio, nonostante ci siano ancora tantissime cose da imparare, abbiamo così tanto “potere” sulle persone che possiamo sul serio decidere della loro vita. Uno lo realizza quando comincia a lavorare, soprattutto in paeselli minuscoli come il mio. È per questo che un regolamento morale è necessario, deve esserci. Molti non lo seguiranno, ma il solo fatto di esistere e di chiamarsi giuramento (dando solennità appunto) pone alcuni limiti e indicazioni di comportamento senza i quali saremmo dei e non uomini.

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      • Sono d’accordo. Certo assolutamente, non negavo infatti la necessità di una regolamentazione “morale” della categoria perché come giustamente affermi siamo uomini e non dei.
        Sì, anche nel mio caso posso parlare di fatalità cara Dr Ketchup, ma aspetto di arrivare alla fine, sono pronto ad ampliare e migliorare il mio punto di vista!

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      • Ti auguro veramente che il tuo punto di vista migliori! Il mio, per quanto riguarda la medicina in generale, è peggiorato, e di parecchio XD

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      • Purtroppo è un trend comune… Spero che una volta toccato il minimo storico, possa risalire 🙂 dai un pochino si può sperare!

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      • 😂😂 presente quando trovi un dottore più vecchio che ti dice cose del tipo “cambia vita, lascia perdere, chi te lo ha fatto fare?”. Ecco, sto cominciando anche io a dire certe cose XD la speranza è l’ultima a morire! Anche perché ogni tanto ti capita qualche soddisfazione, ogni tanto fai sul serio la differenza, e lì non c’è lavoro che tenga, fare il medico è la cosa più bella al mondo 🙂

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