Programmo la fuga

on my way to myself

Se sei occupato a fare altri progetti, lascia perdere e vivi

12 commenti

Mi è caduto l’iPhone da un’altezza di circa 10-12 metri. Si è sfracellato al suolo. L’ho visto precipitare dalla ringhiera, al rallentatore, e rimbalzare un paio di volte prima di accasciarsi con lo schermo rivolto verso il pavimento.
Pensavo che sarei stata disperata, col cuore in gola mentre scendevo le scale per raggiungere l’androne dove era rannicchiato il mio fedele compagno sofferente. Pensavo che avrei cominciato a bestemmiare dentro di me e probabilmente anche a voce alta mentre scendevo tre scalini alla volta, pensavo che forse una lacrima me la sarei anche lasciata scappare.
E invece niente. Sono andata giù tranquilla, con passo stanco, indifferente, l’ho raccolto senza aspettative.

Integro. Nemmeno un graffio.

La custodia in legno era in mille schegge, pezzetti sparsi in qua e in là. Mi è dispiaciuto molto, ero affezionata a quella custodia di legno, con la rosa dei venti intagliata. Appena arrivata a casa ne ho ordinata una nuova online. Ha svolto così egregiamente il suo mestiere che ho ripreso la stessa. Arriva a giorni.
Nel frattempo sto usando per la prima volta l’iPhone senza cover. Sto pensando di usarne una vecchia, ma ancora non mi sono decisa. Credo di lasciarlo senza vestiti per un po’, come punizione per essersi azzardato a scappare fuori dalla tasca senza permesso. Forse con quella rosa dei venti intagliata si è montato la testa, probabilmente gli è venuta anche a lui la sindrome di wanderlust.

Questo ultimo anno e mezzo passato in giro per il mondo e in giro per me stessa, mi ha profondamente cambiato, lo realizzo ogni giorno che passa. Sono scesa dal giro di giostra, ho guardato per un po’ gli altri che passavano e ripassavano, e poi mi sono piano piano allontanata, testa alta, tranquilla, senza aspettative, libera. Se mi si fracassa l’iPhone ci rimango male forse un paio di minuti, e poi pazienza, vado avanti, c’è altro, bisogna andare avanti. In cambio sto ricevendo molto da questa vita lontana dal parco giochi. Sento in lontananza le risate che mi sono lasciata dietro, ma continuo ad andare avanti.
Quando non ti aspetti niente, ogni cosa che succede ti regala ciò che altrimenti non avresti mai ricevuto. Come quella volta in California, qualche mese fa: mio cugino Cargo guidava piano lungo la costa, un bel tramonto davanti a noi, finestrini abbassati. Due ragazzi attraversarono la strada con lo skate e una cassa da sessanta lattine di birre e Cargo gridò “Have fun boys!”, e ricevemmo due lattine in regalo, così, perché sì. Le sorseggiammo abbarbicati su una scogliera a precipizio sull’oceano, cappuccio della felpa tirato su perché il sole se ne andava veloce come il suo calore, sagome di surfisti in lontananza, il molo e il faro all’altro capo della baia, le nostre vite davanti, felici, senza aspettative, pronti a ricevere il meglio.
Ogni tanto nella vita ci vuole anche culo.

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12 thoughts on “Se sei occupato a fare altri progetti, lascia perdere e vivi

  1. Si respira una bella atmosfera di ottimismo, qui dentro. Quasi quasi mi ci trasferisco 🙂

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  2. Si era sparsa la voce che qui porta fortuna dopo l’episodio dell’iphone miracolato… ci stavo facendo un pensierino ma ho visto che scinty mi ha preceduto… ok vado a comprare una custodia dell’iphone in legno con la rosa dei venti…non si sa mai… 🙂

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