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Quattro capponi per l’Azzecca-garbugli “perché non bisogna mai andar con le mani vote da que’ signori”

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Mia nonna ha già cominciato a lamentarsi che, anche ‘sta volta, deve pagare il canone. Continuo a proporle lo streaming, ma non afferra il concetto, non sa usare il mouse, il touch screen la terrorizza, preferisce sborsare sonanti euri.
Perché si continua a pagare il canone RAI? Non trovo risposte.
A quanto pare devo pagare l’imposta per il semplice fatto che ho un televisore, il che è ridicolo, sono le solite cose all’italiana. Posso avere il televisore spento per cinque giorni a settimana e poi accenderlo solo per giocare alla PlayStation, ma devo pagare il canone RAI. Tutto logico, non fa una piega.

Si può disdire il canone RAI se:

  • vendi o cedi il tuo televisore ad un’altra persona,
  • non hai un televisore,
  • chiedi il SUGGELLAMENTO TV (cioè, praticamente dovrebbe venirti un tizio a casa a infilarti il televisore in un sacco di iuta, da sbellicarsi sul serio),
  • ti rubano la televisione,
  • ti trasferisci all’estero,
  • hai più di 75 anni E prendi meno di 6700 euro all’anno, che, cioè, ce l’hai ancora la televisione? non l’hai venduta per comprarti da mangiare o pagare il gas? senza parole..
  • ti trasferisci in casa di riposo (ovviamente te lo paga la casa di riposo il canone, mica puoi chiedere il suggellamento della tv nella sala comune dei vecchietti? sarebbe crudele),
  • muori.

C’è poi la lista di coloro che sono esenti dal pagamento:

  • militari italiani (ci sta che in Iraq non arrivi RaiNews24, meglio non farli pagare), ma solo nelle aree comuni dei militari (ospedali, case del soldato, sale convegni); quindi a casa loro lo devono comunque pagare il canone,
  • militari stranieri della NATO, che devono far sapere (tramite autocertificazione) che sono della NATO,
  • coloro che vendono o riparano televisioni,
  • agenti diplomatici e consolari stranieri (che giustamente si guarderanno la BBC o FOX o TeleSharmElSheik o che so io), a condizione che – e qui quoto direttamente la RAI – “nel paese da loro rappresentato pure i nostri rappresentanti diplomatici ivi accreditati godano di uguale trattamento”. Quindi, se per esempio il nostro ambasciatore in Senegal deve pagare una tassa per guardarsi TeleSenegal4, allora l’ambasciatore senegalese in Italia deve pagare il canone RAI. Mi sembra giustissimo.

Pensiamoci. La RAI mi offre un servizio pubblico e quindi in teoria è accettabile pagare un’imposta per il servizio offertomi. Lasciamo perdere che qualcuno si lamenta che i programmi fanno schifo, i presentatori guadagnano troppo e bla bla bla, da un punto di vista strettamente razionale, tu mi offri un programma televisivo e io ti pago per guardarlo. Tutto torna. Paghiamo Sky, dobbiamo pagare anche la RAI.
L’imposta però (che non è una tassa), non è pagata per il servizio offerto, bensì per il possedimento di almeno un “apparecchio atto o adattabile alla ricezione delle radioaudizioni”. Da qui si capiscono due cose: la prima è che puoi avere anche cinquanta televisioni da millemila pollici, pagherai la stessa cifra di canone di coloro che hanno una sola tv e magari pure del ’15-’18; la seconda è che la RAI è rimasta sul serio alla Grande Guerra se ancora usa parole come radioaudizioni.

Ok, fin qui tutto chiaro, illogico ma chiaro.. no?
Proseguiamo.
Questa felice legge sul canone è stata fatta tipo nel 1938 (vedete, radioaudizioni, tutto torna). Poi qualche anno fa qualcuno si è accorto che forse (forse eh), la tecnologia ne aveva fatti di passi in avanti rispetto al 1938, e quindi ci si è chiesti: ma il computer, o il tablet, o lo smartphone, ricevendo le suddette radioaudizioni, sono soggetti a canone RAI? Dilemmi esistenziali per la Repubblica Italiana e i suoi rappresentanti pubblici.
Se non lo sapevate, andando sul sito della RAI, vi potete guardare in streaming e in diretta tutti i canali RAI (anche RaiGulp, per dire). Ma non solo: ci sono anche i programmi on demand! Se ti sei perso Don Matteo perché avevi la partita di calcetto, non disperare, vai sul sito della RAI e guardati l’episodio quando vuoi.
Or dunque, sono o no, tali tecnologie diavolesche dei tempi moderni, soggette a canone?
La RAI ci ha tenuto a rispondere come si deve, e ha precisato che NO, MA OVVIAMENTE NO, il canone si paga solo sulla televisione, solo per quelli apparecchi che si collegano all’antenna, che vuoi che c’entri l’iPad o il PC?!? Ma perché è stato chiesto addirittura? Questi itagliani ignoranti.
Nel sito RAI hanno però anche scritto che con il pagamento del canone viene incentivato e migliorato il servizio via web. Non serve quindi solo a pagare Sanremo, capito? voi che vi lamentate sempre.

Ma io ancora non ho capito, perché si continua a pagare il canone RAI?
Con il suggellamento, l’apparecchio fisico ti rimane sul mobile (sfido sul serio un lavoratore RAI ad infilartelo in un sacco di iuta), e, ciliegina sulla torta, se ti vengono a casa a fare un controllo puoi rifiutare l’ingresso al tizio della RAI (a meno che non sia accompagnato da un finanziere o un carabiniere ovviamente), così che hai tempo, volendo fare i maliziosi, di trasferire la tua tv dal vicino. Però, suvvia, rimaniamo sul legale: funzionario RAI ti chiude la televisione nel fantomatico sacco di iuta… e te la lascia lì perché, insomma, l’hai comprata, mica te la può rubare, è tua.
Quindi fatemi capire meglio, se io chiedo con raccomandata la disdetta per suggellamento, mi compro uno schermo computer da settordici pollici con casse acustiche cinemaxplus, e carico il sito RAI in streaming per guardarmi Il commissario Rex mentre preparo cena.. oddio, guardo Rai2 senza pagare il canone!!!
Ma quindi evado??? Occristo, in teoria NO!
Però poi senza i miei soldi cosa succederebbe al servizio web? Dovrebbero diminuire di qualche migliaio di euro lo stipendio a qualcuno.. e no, e no, non va bene, anche i presentatori e i giornalisti RAI hanno il diritto di avere i soldi per andare alla Coop a fare la spesa, non è che se la Littizzetto fa la pubblicità poi ha gli sconti in automatico.
Non si può fare sempre i soliti italiani intrallazzoni, paghiamolo ‘sto canone, è cosa buona e giusta, chi me la fa vedere sennò la Santa Messa in diretta la domenica mattina? I vecchietti nelle case di riposo hanno i nostri stessi diritti, è giusto che venga pagato il canone. Mia nonna, per esempio, la guarda la Messa in tv, avreste il coraggio di togliergliela? Ha 84 anni, vergognatevi!

Com’è che dà tanto fastidio pagare il canone? Pago Sky felice e contento ma la RAI no! La risposta è molto semplice in realtà: la SerieA e i film me li voglio guardare su Sky e volontariamente pago, la RAI magari non la guardo nemmeno su zapping e quindi non la voglio pagare. Giustamente. Ma se è un’imposta va pagata. Corretto. Ma è un’imposta sul possesso della televisione non sul servizio televisivo offerto. La televisione l’ho già pagata quando l’ho comprata, se la facevano senza la possibilità di ricevere il segnale delle emittenti televisive che la compravo a fare?
Il cellulare lo posso usare per chiamare o mandare messaggi anche senza la SIM, basta avere un WiFi e usare Skype o iMessage o Face Time o WhatsApp, pago la connessione, non l’imposta alla TIM o alla 3 per il possedimento del cellulare.
Quindi, io, in sostanza, cosa pago? Il dilemma rimane.
Poi scopri che RAI è l’acronimo di RadioAudizioni Italia, e lì realizzi che sei proprio un itagliano ignorante se nemmeno lo sapevi, ti meriti di dover pagare il canone.

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8 thoughts on “Quattro capponi per l’Azzecca-garbugli “perché non bisogna mai andar con le mani vote da que’ signori”

  1. Il tuo post è degno della legge che riguarda il canone 🙂
    Se volessero che lo si pagasse davvero, basterebbe farti pagare quando compri il televisore, o registrarti all’acquisto. Invece non lo fanno. Paura di perdere clienti (pazienti)?

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  2. i servizi seri di streaming e che fanno tutto nella legalità (facciamo finta che nessuno scarica niente, i torrent non esistono) ti fanno pagare una quota mensile. ma chi è che volontariamente pagherebbe il canone se non fosse una imposta?!? forse giusto mia nonna che si ferma al canale 7 sul telecomando, secondo lei l’8 e il 9 ci stanno per bellezza..
    sono le solite nostre cose all’italiana senza senso, tutti si lamentano e niente succede. qui lo dico e qui lo nego: non pago il canone, il mio piccolo tentativo di protesta lo faccio..continua a non succedere niente e la gente continua a lamentarsi.

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  3. Il canone è sempre stato oggetto di discussione. Io da quando non vivo più con i miei l’ho sempre pagato pur pensando che fosse una tassa assurda. Così come lo è l’IMU/TASI/TARI o come cavolo si chiama per chi è in affitto. Il canone per la tv pubblica esiste anche all’estero ed è più alto di quello italiano, però lo pagano tutti. Forse i soldi sono utilizzati meglio?
    La nuova proposta di legge prevede però che il canone lo debbano pagare anche i cittadini che a casa hanno una connessione internet, proprio per la possibilità di guardare la tv in streaming.
    come finirà?

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  4. M’hai fatto ricordare uno dei padroni di casa che avevo all’università.
    Tre coinquiline, tre televisori. Non essendo proprietarie, arrivato il momento di pagare il canone rai, telefonammo al padrone di casa e lo avvisammo.
    Risposta: non lo pago quindi se vengono per il controllo non aprite, se proprio aprite, nascondete prima i televisori.

    Un uomo, un perchè.

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