Programmo la fuga

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L’origine delle specie 2.0

6 commenti

Quando la gente ha cominciato ad andare nei centri commerciali, i piccoli negozianti si sono lamentati che non avevano più clienti.
Quando i cellulari iniziavano a far parte della nostra vita, la maggior parte delle persone si lamentava di chi li usava e sosteneva che non se ne sarebbe mai comprato uno.
Quando Sky prese il sopravvento, i noleggiatori di videocassette e dvd si lamentarono perché dovevano chiudere bottega.
Quando si cominciarono a diffondere le macchine fotografiche digitali, i negozi di fotografia si lamentarono perché i loro introiti erano dimezzati.
Quando Ryanair cominciò a fare voli low cost, le compagnie aeree si lamentarono perché vendevano meno biglietti.
Quando si cominciò a diffondere il concetto di copy left, l’intero mondo artistico-creativo si lamentò perché il copy right è sacro.
Quando iTunes mise le canzoni scaricabili, le case discografiche si lamentarono perché guadagnavano meno.
Quando si è cominciato ad usare internet per prenotare le vacanze, le agenzie di viaggio si sono lamentate perché stavano fallendo.
Quando la gente ha cominciato a leggere i giornali online, le redazioni si sono lamentate perché la cultura stava finendo.
Quando si è cominciato a guardare film in streaming e ad andare nelle multisala, i piccoli cinema si sono lamentati perché gli spettatori erano diminuiti.
Quando si è cominciato ad usare siti come Amazon e Zalando, i centri commerciali si sono lamentati che non avevano più clienti.
Quando sono usciti i primi lettori di ebook, molti scrittori si sono lamentati perché non si volevano abbassare a tanto.
Quando è comparso Uber, i tassisti si sono lamentati perché gli veniva rubato il lavoro.
Quando Airbnb ha cominciato a diventare popolare, gli albergatori hanno cominciato a lamentarsi perché è concorrenza sleale.

Il mondo evolve, il mercato evolve, le persone evolvono. Come ha insegnato Darwin, l’evoluzione non si può fermare, e solo coloro che hanno le caratteristiche più vantaggiose riusciranno ad avere successo riproduttivo. La selezione naturale però, per sua definizione, non introduce nuove caratteristiche, tende ad uniformare la popolazione. Solo casuali mutazioni sono in grado di rafforzare gli individui più idonei a sopravvivere ed eliminare i più deboli.
Non so proprio come mai la gente continua a lamentarsi, in fondo quando per la prima volta comparve la luce elettrica c’era chi la considerava opera del diavolo.Downton-Abbey-telephone

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6 thoughts on “L’origine delle specie 2.0

  1. E’ vero!!! Ogni volta che esce qualcosa di nuovo e rivoluzionario c’è qualcuno che si lamenta.
    Ho amato Downton Abbey e soprattutto Violet

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  2. però è vero che dall’invenzione dell’elettricità sta andando tutto più veloce, e che non sempre il cambiamento è un evolversi in positivo, o non necessariamente per tutti. ed è anche vero che l’avvento della musica digitale ha fatto male a moltissima gente (ero a Los Angeles ai primi Internet expo e ho firmato il primo accordo con la SIAE con la Liquid Audio, prima di Mp3). i teatri si sono svuotati da quando c’è tanta offerta televisiva e i social, e così i locali di musica dal vivo. e posso garantirti, (ma certo che lo sai!), che ascoltare la chitarra di Franco Cerri dal vivo non è come farlo da casa, farlo mentre te ne stai attaccata alla parete a osservare gli altri (parafrasandoti) e vedere in loro la tua stessa emozione, è diverso. io sono una nostalgica, forse anche lamentosa (o lamentina), ma anche curiosa. 😀 credo che per un medico (medica), sia diverso, gli scienziati hanno un’altra visione, appunto, darwiniana. bei post, ed è raro che io legga fino in fondo qui su wordpress. naturalmente, se è ancora in circolazione, vorrei il titolo del tuo romanzo anche qui: bibolotty@gmail.com, così esco dal vortice Murakami (che non mi sta piacendo), Covacich (interessante). scusa, tu e gli avventori, per la lunghezza del commento. mi andava di “parlare”, hai argomenti interessanti. ciao.

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    • grazie mille per il commento e per i complimenti 🙂 ti leggo spesso.
      hai ragione nel dire che tutto va più veloce e non sempre in meglio (anche se dal peggio nascono spesso molti spunti interessanti eheh), ma come appunto hai scritto ho una mentalità da scienziata e sono alquanto abituata al velocissimo evolversi delle cose. capita anche a me di essere nostalgica, ma per deformazione professionale non ho proprio il tempo di star lì a piangere il morto per più di qualche momento (scusa l’argomento macabro), ho tanti altri vivi di cui occuparmi. le belle cose continueranno ad esistere, perché della bellezza non ce ne dimentichiamo. e quindi ci saranno ancora i vinili, e le serate a teatro o al cinema, e i concerti, e anzi, magari verranno apprezzati ancora di più perché hanno smesso di far parte della quotidianità, lasceranno ricordi ancora più piacevoli. proprio come quando stai un giorno senza cellulare, lì per lì il panico, ma poi apprezzi, anche se non per questo vuoi veramente rinunciare al cellulare e ai suoi difetti.
      so che murakami negli ultimi tempi è diventato molto “di moda”. quando ho cominciato a leggerlo avevo credo 13 o 14 anni, e non ho mai smesso, ma in realtà più che piacermi mi affascina. è uno strano cantastorie del futuro, una specie di huxley dei giorni nostri, solo giapponese, e ciò peggiora ulteriormente l’incomprensione dei suoi lavori. il mio libro è per bambini e dubito fortemente che riuscirebbe a farti uscire dal vortice XD

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      • ecco, il mio problema è che vivo isolata e non mi occupo dei vivi, se non di qualche autore. ma va bene così, ognuno ha le proprie specializzazioni e campi d’indagine. per me che vado spesso in Giappone e amo da morire le loro tradizioni o la pittura gipponese o certa arte orafa, trovo Murakami (almeno per quello che ho letto finora, e ormai che è passato da moda), troppo ripetitivo, e non sono le descrizioni alla Hiroshige, sono ripetizioni del tutto evitabili. Pensa che è la prima volta che leggo un autore che descrive tanto “fatto” dimenticando l’interiorità, non soffermandocisi come Marias, o McEwan o Philip Roth. Però è presto. Leggerò ancora un paio di suoi romanzi, alternandoli con l’essenzialissimo Covacich. No, bambini no. 😀 buona giornata.

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      • buona giornata a te e buone letture! 🙂

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