Programmo la fuga

on my way to myself

Che bello stare in coda, mi fa proprio piacere! 

17 commenti

Anche oggi, prendendo l’ennesimo aereo, mi è sorto il solito interrogativo di sempre: perché fate la fila gate? E non fate finta di niente, non campate scuse in aria, tutti voi fate la fila al gate. Appena udite l’annuncio vi catapultate, vi rubate il posto in fila addirittura! Ma guarda questo cafone che passa davanti, non si rispettano le file a casa tua? E in realtà trascorre sempre un sacco di tempo fra l’annuncio dell’imbarco e l’apertura effettiva del gate. Noi che rimaniamo a sedere sbracati sulle seggioline fino all’ultimo momento siamo pochissimi, un club ristretto, contraddistinti da quel cenno impercettibile “anche tu che sai come funziona un aeroporto eh; ma guarda te che gregge sta gente”.
Perché fate la fila al gate??? Ma poi mica due minuti, no, quaranta anche. Pressate il nastro lì davanti alla hostess, vi ammassate ogni cinque minuti sempre un po’ più, impercettibilmente, mezzo passo alla volta. L’aereo mica vi scappa sapete, rimane lì fino a che non siete saliti tutti, non c’è bisogno di essere in pole position. In più avete anche il posto assegnato (oramai i voli con posti a sedere liberi sono pochi), e quello non ve lo ruba nessuno, tranquilli, è il vostro e di nessun altro.
Adesso con la Ryan c’è quella cosa che ti mettono il trolley in stiva, e quindi dici mamma mia oh, devo salire per primo così mi tengo il trolley! Ma perché??? Te la ridanno sai la tua valigina. La lasci accanto alle scalette dell’aereo, è praticamente impossibile che la imbarchino sul volo sbagliato, l’aereo è quello lì a cinquanta centimetri di distanza, abbastanza intuitivo, anche per il più coglione degli operatori aeroportuali. E la ritrovi al nastro, solitamente in tempi brevissimi, credo in media sui quindici venti minuti da quando metti il naso fuori dall’aereo. Che non è tanto! Considera che ti devi fare quei sette otto chilometri a piedi per raggiungere l’uscita, a volte c’è il controllo passaporti, magari fai un salto a fare la pipì, e quando arrivi al nastro la valigia è già lì o sta per arrivare. Qual è la tua fretta? Dove devi andare? Possibile che tutti abbiamo un treno che parte dopo quattro minuti dall’atterraggio o una coincidenza al capo opposto dell’aeroporto che sta già facendo la final call? È statisticamente vicino all’impossibile.
E infine, se siete tutti ammassati, una volta saliti in aereo si forma il tappo. Perché c’è da mettere il trolley, ti togli il cappotto, ti metti a sedere ma poi ti sei scordato le cuffie, torni a sedere, ah già, il libro, e ti rialzi, altro blocco. E quelli dietro: qui non c’è posto, dove lo metto il trolley oddio oddio oddio, qui lì no forse meglio più avanti, ma così è troppo lontano, oddio oddio oddio dove lo metto il trolley, lo posso tenere in collo?!?!? E blocco e blocco, aereo intasato, ulteriore coda. Per questo odio quando devi prendere l’autobus, perché poi ti ci vuole una vita a salire in aereo, devi aspettare i comodi di tutti. E di nuovo (un cane che si morde la coda): sei stato in fila al gate per mezz’ora e poi ti trovi a schiacciare un’altra mezz’ora nell’autobus mentre aspetti gli altri che salgano. Dimmi, cosa ci hai guadagnato da questa fila al gate che hai affrontato con tanta impazienza? Forse ti sei giusto sgranchito le gambe prima di stare a sedere in aereo per ore. È l’unica spiegazione plausibile che trovo. Non venitemi  a dire che almeno si parte prima, l’aereo parte quando riceve il via libera, e di certo quei tre minuti di anticipo non vi cambiano la vita. Il paradosso è che andando con calma, senza far creare la fila, in realtà si risparmia anche tempo. È lo stesso principio delle misteriose code a fisarmonica in autostrada: se tutti vanno alla stessa velocità non si creano code, ma se qualcuno comincia a pressare poi sarà costretto in realtà a frenare per non tamponare quello di fronte, e allora anche tutti quelli dietro, vedendo il fanale rosso dei freni che si accende, freneranno d’istinto e via discorrendo, a fisarmonica appunto. Così succede quando fate la fila al gate.

Ed eccomi, lì a sedere insieme ai miei pochi compagni sfavati e realisti, viaggiatori navigati, o forse solo persone che usano la testa (e sì, purtroppo è una rarità). La coda sta finalmente quasi per finire, ci possiamo alzare e proseguire camminando verso l’aereo, niente code, niente blocchi. Che fai vai prima tu? Vado io? No dai alzati prima tu e poi ti seguo. L’autobus è di solito il secondo o il terzo, così vuoto che trovi anche posto a sedere a volte; il corridoio dell’aereo è libero e fluttui trionfante verso il tuo sedile, nessun blocco.
Quindi di nuovo, perché fate la fila al gate?!? Qual è il razionale di tale atto? Ditemi che vi piace stare in coda, è forse l’unica spiegazione che accetterei.

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17 thoughts on “Che bello stare in coda, mi fa proprio piacere! 

  1. Me lo chiedo spesso anche io il significato della coda all’imbarco, forse è che la gente è così abituata a far la coda che viene automatico, oppure è solo per una questione di principio.

    È anche vero che però di recente mi è capitato che, aspettando buono buono, io abbia poi dovuto sistemare il trolley lontano da dove mi ero seduto perché le cappelliere vicine erano piene. Questo è l’unico vantaggio della coda, sistemar la valigia. Ma nulla più.

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    • Sì è vero quello che dici, ma continuo a non capire.. mica ti scappa la valigia! Se ti serve qualcosa devi giusto fare sei o forse sette passi per raggiungerla (negli aerei grandi magari quindici passi ulalà!). E basta che metti un lucchetto o la combinazione e nessuno ti ruba niente..
      Non cedere mai alla tentazione della fila! Continua ad aspettare buono buono, non lasciare questo club elitario 🙂

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  2. Concordo, non ho mai capito quelli che si mettono in fila mezz’ora prima, considerando che al microfono chiedono espressamente di far passare prima determinate categorie di persone e comunque indicano di distribuire l’entrata in aereo, se dalla porta anteriore o posteriore, a seconda del numero. Salvo non ci sia l’unico corridoio che conduce direttamente in aereo e lì cambia ben poco.

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  3. Ahahahah, verissimo!!
    Perche’ lo fanno??? XD

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  4. In Canada risolvono il problema chiamando i posti da-a. Prima imbarcano i disabili, poi le famiglie e in fine iniziano a chiamare i posti riempiendo l’aereo dalla coda.

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    • Molte compagnie aeree lo fanno, ma ci hai fatto caso che anche in una situazione del genere si forma il capannello di persone intorno al banco del gate o ai nastri, tutti i pronti a sprintare quando verranno chiamati i loro numeri? Facci caso la prossima volta, alcuni ci rimangono quasi male che ancora non è il loro turno di salire.. Sempre un mistero..

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  5. Oh, finalmente qualcuno che non si mette in fila! Con i voli Ryanair, anche se ormai ci sono tutti i posti assegnati la gente si mette in fila appena passa i controlli di sicurezza…ho visto gente in fila per due ore, poi appena si mette il primo tutti dietro per paura di perdere chissà cosa. L’unico vantaggio? Ci sarà sicuramente un posto a sedere nella sala davanti al gate mentre tutti sono in fila. Ho notato anch’io che quando imbarcano i voli intercontinentali e chiamano a blocchi la gente, c’è comunque la fila per aspettare che ti chiamino. Io davvero non capisco…Poi la storia del trolley imbarcato all’ultimo momento è solo una liberazione, non te lo devi portare fin su sull’aereo e cercargli un posto. Il libro e l’ipod o qualsivoglia aggeggio te lo tieni in borsa/tasca e sei a posto!

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  6. Io prendo l’aereo solo per andare in vacanza e in questo caso all’andata non mi disturba mettermi in fila perché sto talmente rilassata e con la mente che finalmente non pensa a niente che potrei stare ore lì ferma a vedere il niente. Non mi interessa se qualcuno mi passa avanti e non lo faccio neanche per entrare per prima, io faccio la coda perché mi piace farla, ma solo all’andata.
    al ritorno, invece, mi devono prendere con la forza per imbarcarmi.

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  7. Se ci sono vacanzieri come Doveri e Piaceri che si mettono in coda come in una specie di rito iniziatico delle vacanze (comprensibile!), secondo me gli altri lo fanno per una specie di paura atavica di arrivare-tardi, essere-superati, sentirsi-gli-ultimi. Quelle piccole azioni senza senso che marcano comunque la tua posizione nel mondo. Io sono una di quelle che sta seduta quasi fino alla fine, nemmeno mi piace essere l’ultima, quella che arriva con tutta la calma del mondo mentre gli altri sono già tutti sistemati. In ogni caso, considerando che molte volte gli aerei che prendo sono in ritardo, non ci penso nemmeno a stare in piedi e allungare l’agonia dell’attesa del volo. Chi riesce a farlo, deve avere qualche conflitto irrisolto.

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    • Interessante questa cosa di marcare la propria posizione nel mondo, mi son venuti in mente i cani che fanno la pipì per delimitare il loro territorio ahahahahah.
      Comunque può darsi che tu abbia ragione in realtà, ci sta che sia un qualche bisogno inconscio di arrivare per primi. E io avrei anche parecchi conflitti irrisolti, ma preferisco lo stesso sentirmi l’ultima e stare comoda eheh.

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