Programmo la fuga

on my way to myself

Salva un gatto, abbatti un albero

4 commenti

Ieri sera me ne esco dalla consueta abbuffata di sushi con DottPrada e DottCunigliola e proprio davanti al ristorante ci troviamo: ambulanza, vigili del fuoco, macchina mezza ribaltata con cofano aperto. Azz. Però qualcosa non torna, c’è un’aria strana: niente sirene né lampeggianti, niente traffico bloccato (la macchina è tipo parcheggiata a lato strada), piccola folla eccitante di bambini sta guardando l’accaduto.
Ci avviciniamo agli amici soccorritori dell’ambulanza e ci informiamo sull’accaduto. A quanto pare il guidatore della macchina si era accorto che qualcosa non andava con il motore, ha accostato, è sceso, e ha sentito un miagolio frenetico uscire da dentro l’auto. Gattino incastrato, chiamata ai vigili del fuoco.

Qui mi sorge spontaneo un interrogativo: come mai i vigili del fuoco vengono chiamati per salvare i gatti? È scritto in qualche regolamento, è usanza, è immaginario collettivo? Lo chiedo seriamente, non lo so. Forse hanno a disposizione la scala se il gatto rimane sull’albero.. Ma qui sorge un altro interrogativo spontaneo: perché chiamare i vigili del fuoco se il gatto non riesce a scendere dall’albero? Proprio non ci arrivo. Sarà che sono cresciuta in campagna, ma ho imparato fin da piccolissima (grazie alla mia serie infinita di felini domestici e non) che se un gatto sale su un albero è anche in grado di scendere. Magari ci mette due giorni a scendere perché gli è presa paura, ma è un gatto, e per sua natura e DNA sa scendere dall’albero. Vabbè, finiti gli interrogativi spontanei, se qualcuno mi vuole istruire mi fa piacere, imparo qualcosa di nuovo.

Viene fuori che l’ambulanza passava di lì per caso, e vedendo i vigili e la macchina mezza ribaltata aveva deciso di fermarsi, sai mai ci fosse stato bisogno. Poi si erano appassionati al piccolo felino miagolante e stavano cercando di aiutare.
La folla diventava sempre più nutrita, bambini impazziti che speravano nel lieto fine, saltellando sul posto, l’eco del miagolio che si alternava al rumore del traffico.
Finalmente da sotto la macchina rispunta un vigile del fuoco con il gattino in mano, vittorioso, un piccolo re leone mostrato alla folla di passeggianti serali. Applauso spontaneo da parte dei più evviva bravo evviva evviva.

Ho pensato che è più facile essere genuinamente contenti per il salvataggio di un gattino piuttosto che per il salvataggio di una persona. Il gattino è indifeso, spaventato, ha bisogno di cure e coccole; ti viene naturale tifare per il gattino, per il suo bene e la sua salute, da un moto di amore incondizionato te lo prenderesti in casa all’istante per dargli un tetto e cibo, lo terresti al caldo e gli insegneresti ad usare la lettiera; diventerebbe parte della tua famiglia in solo pochi giorni. Il gattino crescerebbe e diventerebbe testardo e indifferente come tutti gli altri gatti, ti graffierebbe, ti romperebbe almeno un vaso, si affilerebbe le unghie sul tuo bellissimo e costosissimo divano, ti sveglieresti una mattina e lo troveresti a sedere sul letto che ti guarda con aria da serial killer perché ancora non ti sei alzato a dargli da magiare, ti ignorerebbe per giorni di seguito, ma tu continueresti ad amarlo come quel primo giorno, quando, applaudente tra la folla, hai deciso di adottarlo per dargli un futuro migliore.

Gli autobus continuano ad arrivare, nella notte, quasi di nascosto. A volte sono solo una dozzina di persone, altre volte più di venti. La prefettura chiama il medico di turno a serata inoltrata, tu un po’ sfavato ti dirigi verso l’ospedale, verso quell’ambulatorio lontano dai corridoi principali, chiuso ormai da anni, riaperto per l’emergenza, dove in fila saranno ad attenderti i migranti. Guanti e mascherina, cominci le visite, spesso in silenzio perché non sai che lingua parlare, compili i fogli, timbro, firma. Scabbia? via al pronto soccorso, e non toccare niente e nessuno; hai tossito? no scusa, hai tossito? rx, subito, fosse mai tubercolosi; occristo questo c’ha la febbre, ricoverato all’istante. Due parole con l’infermiere, una pausa caffè con i poliziotti o con i volontari della croce rossa bianca verde viola arcobaleno so una mazza. Alcuni migranti sono terrorizzati, altri strafottenti, c’è chi ti parla e parla e parla e tu non sai nemmeno che idioma sia, qualcuno piange. Il sorriso non si vede molto bene, nascosto dalla mascherina, ma ci provi lo stesso.
No via, decisamente più facile col gatto.

nate-black

Annunci

4 thoughts on “Salva un gatto, abbatti un albero

  1. E qui sta il problema. Tutti pronti, giustamente, a salvare il gatto, ma non le persone (molto meno giustamente). E il valore di chi lo fa aumenta per questo

    Liked by 1 persona

    • il gattino era un simpatico batuffolo, ho applaudito anche io (giustamente, come dici tu). ma mi sono anche tornati in mente i migranti che visito in ambulatorio la notte. gli applausi per loro e per i loro soccorritori in mare mi sembra scarseggino.. si spera di migliorare 🙂

      Liked by 1 persona

  2. Se c’è vera compassione per un gattino c’è ancora qualche speranza …. il fatto è che la gente ha perso la fiducia negli altri. Hanno tutti paura della cattiveria degli altri umani non si accorgono di essere umani anche loro….

    P.S. Mi sono sempre chiesto anche io perché si chiamano i vigili del fuoco per i gattini in difficoltà … probabilmente per i mezzi di cui dispongono …

    Mi piace

    • hai detto bene, abbiamo la paura della probabile cattiveria degli altri, perché purtroppo spesso quello che succede in giro e le notizie da tutto il mondo non aiutano ad avere fiducia. è facile dimenticarsi che in realtà, nella massa, la maggioranza sono brave persone. certo, ci sono anche i delinquenti (come ho scritto qualcuno è abbastanza strafottente), ma statisticamente sono una minoranza. è difficile avere il coraggio di fidarsi di tutte le altre persone non delinquenti..

      per quanto i riguarda i vigili….assurdo oh, ancora non ho trovato una risposta ahahaha

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...