Programmo la fuga

on my way to myself

E tu come sei impacchettato? Hai anche il fiocco colorato?

7 commenti

Qualche giorno fa ho fatto aperitivo con il mio amico G. Io e G eravamo nella stessa classe alle medie, e avremmo parlato sì e no dieci volte in tre anni. Ho provato a pensarci ma non mi ricordo una singola conversazione avuta con G ai tempi delle medie. Per gli anni del liceo silenzio radio, ci salutavamo nel corridoio, un cenno, un come stai e finiva lì. Ci siamo ritrovati ad uscire nello stesso gruppo di amici durante gli anni di università, quando tornavamo a casa nel weekend, io da Firenze, lui da Bologna. Le conversazioni aumentarono da dieci a forse venti, me lo ritrovavo nella comitiva, ci scappava la battuta, due risate, stop. Cominciai a conoscerlo meglio. Per esempio scoprii che era un accanito lettore. Cosa che non avrei mai e poi mai sospettato. Adesso fa il commercialista nello studio del padre ed è costretto a vivere in questo nostro paesino natale, un buco di due anime disperso nella campagna toscana, dove il massimo livello culturale raggiunto è la comparsa del maxischermo sotto i portici della piazza centrale per vedere la partita. Il destino ha voluto che anche io mi ritrovassi in questo nostro paesino natale, e presi a disperazione io e G ci incontriamo ogni tanto al bar a far finta di fare un aperitivo, a darci una parvenza di gioventù.

E insomma, qualche giorno fa, al nostro consueto aperitivo, gli racconto che avevo finito di leggere un libro che mi era piaciuto molto, cominciamo a parlare di letteratura, di scrittori, di classici, una bolla di ossigeno che ho respirato a polmoni aperti. Viste le ultime riconsiderazioni sulla mia vita me ne esco con “dovevo fare lettere io, altroché, al diavolo medicina”. E lui con quella sua voce bassa, che lascia le parole un po’ a metà, abbassa gli occhi e sussurra “anche a me sarebbe piaciuto fare lettere”. E lì ho realizzato un paio di cose.
La prima è che, per quanto sia difficile, non bisogna mai giudicare le persone prima di conoscerle. Va bene averne un’opinione, non si può soffocare l’istinto, non sarebbe naturale, ma non bisognerebbe mai affidarsi al fatto che le persone siano come la nostra opinione si aspetterebbe che fossero. Soprattutto non bisognerebbe mai affidarsi al fatto che le persone siano come l’opinione che la società ha generato su di loro. G non è mai stato una cima a scuola, si è laureato a forza di diciotto, ha lavoro perché il babbo gli ha dato lavoro; eppure si legge un libro a settimana, ha probabilmente letto più libri di un insegnante medio di italiano, ha sogni nel cassetto, speranze, ha voglia di cambiare e la mente aperta. Una persona che vale la pena conoscere e scoprire, come la maggioranza delle persone d’altronde. Solo che siamo troppo impacchettati in quello che ci hanno insegnato, non diamo quasi mai l’opportunità all’altro di sentirsi talmente al sicuro da poter essere libero di districarsi dal suo stesso impacchettamento.
La seconda cosa che ho realizzato è che tanti di noi, troppi, hanno lasciato agli altri l’importante decisione di cosa fare della propria vita. E quando dico gli altri non intendo solo i genitori, ma la società in generale, i luoghi comuni che ci attanagliano e che ci ostacolano, ci paralizzano nella loro banalità e non ci permettono di essere quella cosa straordinaria che è la nostra persona. G doveva fare economia e commercio perché il padre è commercialista e gli lasciava lo studio, se fai lettere sei disoccupato a vita, almeno così hai il lavoro assicurato, e poi a lettere c’è solo gente che parla parla parla ma in concreto non ha voglia di fare niente, sfattoni e fumati, ma chi te lo fa fare? Adesso G è commercialista nello studio del padre, vive nell’orrendo paesino disperso nella campagna toscana dal quale sogna in segreto di scappare, per andare lontano, per respirare, per vivere quella vita che vorrebbe tanto vivere, senza pregiudizi, con orgoglio, e cosa più importante con soddisfazione e felicità. Ma no, è depresso e cupo mentre cerca di inserirsi nei contenitori di questa nostra società italiana. L’hanno impacchettato per bene. Cerca di scalciare ma se scalcia troppo poi rischia di rotolare a terra e non essere più in grado di risollevarsi. Io ho scalciato così tanto che sono già a terra. Sono rimasta immobile per un po’, e adesso ho cominciato a strappare a morsi il mio impacchettamento. Ce ne vorrà ancora di tempo per rialzarmi, libera dalla carta pacchi, ma vedo già uno spiraglio di luce.

Annunci

7 thoughts on “E tu come sei impacchettato? Hai anche il fiocco colorato?

  1. Sarebbe bello poter cambiare lavoro e magari pure stile di vita ogni 5 anni , ma queste cose non le capisci ne’ a 13 ne’ a 18 e forse nemmeno a 30 anni, e poi dopo…ti sembra un poco troppo tardi!

    Mi piace

  2. Io mi sono imputata per fare Scienze della Comunicazione (simpaticamente soprannominata “Scienze della Disoccupazione” o “Scienze della Merendine”) nell’orrore della famiglia, e il lavoro l’ho anche trovato; però certo, non è il tipico legato al corso di laurea.
    E’ giusto seguire le proprie aspirazioni, però ce ne dobbiamo prendere anche le conseguenze; laurearsi in filosofia e poi lamentarsi di trovare solo lavori nei call centre non vale.
    Secondo me in tanti casi alle pressioni esterne, che è vero ci sono, si aggiungono la paura personale e la pigrizia mentale di doversi poi inventare un percorso personale, anziché seguire le strade tracciate che saranno noiose ma anche più facili e comode.

    Mi piace

    • Hai ragione, anche secondo me le paure personali limitano molto le nostre possibilità. Non avere altri da incolpare per il proprio insuccesso se non noi stessi è difficile e fa soffrire ancora di più. La chiave è trovare il proprio equilibrio, ma non sempre è una cosa immediata, io ancora ci sto lavorando. Non demordo!

      Mi piace

  3. Mi dispiace molto per il tuo amico G., come lui tantissime altre persone pensano di non avere altra scelta e di “dover fare” quello per cui sembrano essere destinati. L’idea che una persona possa rimpiangere a vita le sue scelte e rinchiudersi in una cupa rassegnazione, mi fa venire i brividi. Non è mai troppo tardi per cambiare in positivo la propria vita, senza per forza dover sconvolgere tutto. Anche il tuo amico G. potrebbe per esempio re-iscriversi all’università, studiare quello che desiderava, aprire di nuovo la sua mente al bello…io sono sempre ottimista per questo.

    Liked by 1 persona

  4. Ciao. Bel post. Esiste anche un altro tipo di impacchettamento: quella carta regalo che porta le scrittine colorate ‘ non ho la più pallida idea di cosa fare!’. Io mi sono ritrovato in terza media a non sapere ancora bene cosa volevo essere, cosa avrei voluto fare ma sopratutto senza avere la minima idea di quali fossero i miei talenti. Ora ho 30 anni, sono disoccupato da un mesetto ( grazie a Dio così almeno ho la possibilità di cercare qualcosa che mi stimoli di più), non ho concluso il mio percorso di studi perchè con la scusa dell’ “istituto più vicino a casa”, ho completamente sbagliato indirizzo scolastico, e vorrei fare il giornalista, o comunque lo scrittore, ma non ho titolo di studio. Ho acceso un mutuo per una casa nuova con la mia famiglia, ma il mio desiderio sarebbe quello di tornare tra i banchi di scuola. Purtroppo non è possibile neanche frequentare corsi serali, perchè sono uno sportivo, e sono in una squadra di volley che mi occupa 3 sere a settimana. Tuttavia continuo a coltivare il mio sogno ( o forse illusione) di scrittore.. o quanto meno ci provo. Tutto questo appunto per sottolineare che per alcuni scegliere la scuola è davvero difficile. Credo ci sia bisogno di maggior attenzione all’orientamento dei giovani.

    Mi piace

    • verissimo, la scelta della scuola è sempre un passo importantissimo. conosco molte persone che dopo uno o due anni di università cambiano indirizzo. d’altronde non tutti possono avere le idee chiare fin da subito, bisogna avere il tempo di scoprirsi.
      non smettere mai di coltivare il tuo sogno, e non pensare nemmeno per un secondo che sia solo un’illusione, nella vita succedono cose incredibili, mai dire mai 🙂

      Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...