Programmo la fuga

on my way to myself

quit your job, buy a ticket, get a tan, fall in love, never return

7 commenti

ho sempre odiato le cartoline. non ne ho mai capito veramente l’utilità. sono travestite da “ti sto pensando” ma sotto sotto sghignazzano “alla faccia tua, io sto in vacanza gne gne gne”. cos’è che mi vuoi dire con una cartolina? troppa fatica immagino scrivere una lettera. cosa ci scrivi in una cartolina che non mi puoi dire a voce, o per email, o per sms? taggami su instagram e si fa prima. no meglio provare quel brivido vintage di prendere una penna in mano. e allora perché non me la scrivi sul serio una lettera? e nella busta poi ci metti una polaroid, molto meglio no? e invece no, la cartolina. due frasi, massimo tre, perché sennò non c’è più spazio per la firma. c’è chi le tiene per ricordo, sulla mensola, appuntate al muro, impilate in una scatola da scarpe. ma ricordo di cosa? del luogo dove qualcun altro è andato e ti ha pensato, spesso per obbligo, a volte per consuetudine, raramente perché ti avrebbe pensato comunque, anche senza la cartolina da scrivere. ricordo di un luogo dove non sei stato e forse mai andrai, ricordo e nostalgia di quello che sarebbe potuto essere. le cartoline mi sanno di “e se”, mi sanno di opportunità non colte. a volte mi sanno di speranza, magari ti viene voglia di andare a visitare quel luogo immortalato, ti senti ispirato, carico per l’avventura futura, sei pronto, via. ma in realtà è come se già tu sapessi che non lo visiterai quel luogo, perché se anche un giorno lo raggiungerai sarà diverso da quella cartolina, tu sarai diverso, nessun viaggio è uguale all’altro, la stessa cartolina ad anni di distanza raffigura una spiaggia nuova, una montagna simile ma non proprio la stessa, un monumento un po’ più saggio.

ho sempre odiato le cartoline. non ne ho mai capito veramente l’utilità. quando, qualche anno fa, decisi di cominciare a cambiare la mia vita, decisi anche di dare a quelle immagini su cartoncino il mio personalissimo significato. ogni volta che visito un luogo nuovo compro sempre un paio di cartoline e poi le imbuco in cassette delle lettere di sconosciuti. ci scrivo sopra una delle mie frasi preferite:

QUIT YOU JOB, BUY A TICKET, GET A TAN, FALL IN LOVE, NEVER RETURN.

ti ritrovi nella posta una cartolina con un’immagine del luogo dove vivi, nessun indirizzo, nessun francobollo, nessuna firma, solo una frase. non è necessariamente da prendere alla lettera una frase del genere. quasi tutti in realtà sogniamo di metterla in pratica domani, ma anche oggi, ma sai che, fammi un attimo prendere il passaporto, chiudo il gas e son pronto. non c’è bisogno di essere così drastici.
non devi licenziarti in tronco. cosa volevi fare da grande? lo stai facendo? perché no? sei ancora in tempo per cambiare il percorso della tua vita. dici di no? io dico di sì. licenziati dalla vita in cui ti sei ritrovato per caso, mettiti in proprio, vai dal commercialista, “me stesso s.r.l.”, una firma ed è fatta. e sì, è così semplice come sembra.
compralo quel biglietto. anche solo metaforicamente, non devi andare per forza da qualche parte. comprare un biglietto significa prepararsi a fare qualcosa che abbiamo sognato di fare, l’attesa è il viaggio stesso. cos’è che vuoi fare? dove vuoi andare? compralo quel biglietto, fai il giro in bicicletta che ti eri sempre ripromesso di fare, entra nel negozio dove alla fine non sei mai entrato anche se ci passi davanti tutti i giorni, vai al cinema a vedere un film a caso, gira l’angolo che non hai mai avuto il coraggio di girare.
abbronzati, respira quell’aria che tanto spesso ti manca, rilassati al sole su un prato, guarda il riflesso dei raggi sulla natura intorno a te, abbraccialo il sole, abbraccia le stelle, sogna un cielo più limpido, senza nuvole. e ricordati sempre di metterti la crema solare, pensa sempre alla tua salute.
innamorati. di te stesso, di dove sei, di cosa fai, di chi ti sta vicino. innamorati.
non tornare mai più. perché si può solo andare avanti.

se nella tua cassetta delle lettere trovi una cartolina del genere probabilmente ce l’ho messa io, ti ho pensato e ti ho voluto ricordare che puoi essere felice, basta poco. e già che ci sono ti ringrazio, perché quando scrivo quelle cartoline mi ricordo che il viaggio è lungo ma meraviglioso, mi ricordo che non devo perdere di vista l’obiettivo. è così facile perderlo di vista, perdersi.john-lennon-happy-for-life-quote

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7 thoughts on “quit your job, buy a ticket, get a tan, fall in love, never return

  1. Se trovassi una cartolina del genere nella mia posta, la conserverei come se l’avessi spedita io stessa a me stessa e avrei un sorriso diverso per tutta la giornata e probabilmente oltre.

    Un saluto.

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  2. Quando passi per Roma? Vorrei ricevere per caso.. una cartolina del genere 🙂 aahhahah

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  3. Pingback: Cartoline – Da Roma a Barcellona | RomExperience

  4. anche io le odio, sia riceverle ( ormai sempre più rare) sia doverle spedire, perchè soprattutto in passato, era quasi un “dovere”!

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