Programmo la fuga

on my way to myself

La prima volta

2 commenti

Una mattina a scuola la maestra chiese alla classe di scrivere un breve tema e raccontare la prima volta che eravamo saliti in aereo. Se uno non era ancora mai salito in aereo poteva invece scrivere come si immaginava sarebbe stato e dove sarebbe voluto andare.

Non mi ricordo la prima volta che ho preso un aereo. Da quello che mi hanno detto avevo cinque mesi e sono andata in Sicilia con i miei genitori. Mi venne in mente il primo lungo, infinito, interminabile viaggio verso la California, quando non mi sentivo più le gambe, ma non sarebbe stata una cosa positiva da scrivere e viaggiare ha tutto di positivo e quasi niente di negativo, non andava bene come racconto. Scrissi allora della cosa più bella che avessi visto dal finestrino di un aereo: il tacco dello stivale d’Italia, che sembrava proprio un tacco di una scarpa.
In effetti non ho mai seguito alla lettera le tracce dei temi a scuola, ho sempre un po’ fatto di testa mia. La maggior parte delle volte nella vita faccio di testa mia.

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2 thoughts on “La prima volta

  1. anch’io ho sempre teso a fare di testa mia e devo dire che l’ho sbattuta un discreto numero di volte. C’è poi da dire che ci fai il callo e tiri dritto

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  2. Pingback: Dragon’s Loyalty Award e Liebster Award | Programmo la fuga

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