Programmo la fuga

on my way to myself

09.08.15

4 commenti

e poi il sabato sera finisci ad uscire per disperazione/caldo/è-agosto-e-sono-tutti-al-mare-tranne-i-soliti-sfigati con la più improbabile compagnia di non amicizie. non saprei neanche dire di preciso di che cosa abbiano parlato tutta la sera. loro, perché io credo di non aver mai aperto bocca, ero troppo intenta a cercare di mantenere una faccia dignitosa, spesso si vede fin troppo chiaramente che l’unica cosa che vorrei fare è tipo rovesciare il tavolo schiaffeggiare tutte le persone intorno a me scappare agitando le mani in aria stile pazza gridare e scomparire all’orizzonte. S è stata una delle mie migliori amiche per anni. uso il passato perché ormai l’ho persa, l’ho lasciata andare, ho lasciato che venisse risucchiata in questo giro di amicizie che mi sconvolge ogni volta che tento di rammendare il mio rapporto con lei. perché mi dispiace un sacco non avere più la mia amica S, ma ormai da sola è quasi impossibile recuperarla, nemmeno per un’ora, me l’hanno rapita, le hanno fatto il lavaggio del cervello, qualcuno la salvi. e quindi se voglio stare un po’ con lei mi devo sorbire anche tutti questi altri personaggi, che lei sa bene che io non sopporto. personaggi tra l’altro è proprio la parola giusta. vivono nel loro mondo fantasy, di travestimenti, di giochi live, draghi, vichinghi, bustini di cuoio e corone di finti diamanti. trentenni e quarantenni mezzi campati dai genitori che non sanno di cosa altro parlare se non della loro altra vita, troppo vigliacchi per anche solo cercare di affrontare la realtà. non conosci il nome umano del supereroe di quindicesima categoria del fumetto indipendente della provincia finlandese? ma dove vivi oh? e poi magari gli chiedi che cosa ne pensano del referendum in grecia e ti senti rispondere “spartaaaaaaaaaaaa”. sfortuna ha voluto che un tizio una volta sedesse davanti a me e se ne uscisse con un monologo di quaranta minuti su come venivano fatte le spade samurai nella notte dei tempi. un monologo così accurato e dettagliato che mi sono ritrovata a pensare “ehi, accidenti, questo è più sfigato di me, pensa te, ho ancora speranze”. qualcuno ieri sera se ne è uscito con la frase “al prossimo conclave dobbiamo eleggere un leader che sia in grado di guidare le truppe in guerra”, applausi e commenti di apprezzamento per l’oratore da parte del resto del tavolo. ho avuto difficoltà a mantenere una faccia dignitosa. ad un certo punto qualcun altro ha detto qualcosa come “basta creare una linea temporale parallela”. anche lui acclamato come mente brillante dagli astanti. due tizi compaiono a serata già avviata e S me li presenta dicendo che si erano sposati il mese prima. questi romanticoni si sono fatti per fedi nuziali due claddagh rings. ho annuito ma che belli che bella idea proprio originale bravi veramente carini. l’ho dovuto googolare claddagh che sapevo una mazza che voleva dire, e ho pure sbagliato a scriverlo la prima volta perché non sapevo lo spelling. hanno fatto il matrimonio a tema, la terra di mezzo. mi sono sorbita circa cinquanta minuti di foto di hobbit, nani, elfi con archi in spalla e una dozzina di gandalf davanti alla chiesa. perché si sono sposati in chiesa, ci mancherebbe, non fa proprio una piega, chissà com’era contento il prete.

sono abituata ai nerd, sono cresciuta fra nerd, rientro nella categoria. al liceo ero in questa classe sperimentale, gli sfigati della scuola, quelli che tutti i giorni avevano tre ore di matematica e due di chimica, il sabato sera in pizzeria si parlava di forza gravitazionale e modificazioni di dna. apprezzo i nerd, mi sento tranquilla e protetta nella loro cerchia. sono diventata indisponente però nei confronti dei nerd estremisti, quelli che dimenticano che la non realtà è splendida e meravigliosa ma è pur sempre non reale. lascio la mia amica S a vivere la sua non realtà, la vedo felice e contenta di questa sua vita fantasy e mi fa piacere. so che nella vita vera sarà sempre la mia persona, la meredith della mia christina, uno di quei legami che non finirà mai, e per il momento siamo semplicemente su due linee temporali parallele. qualche tempo fa m’è venuta in mente questa pazzia, vivere la vita vera. ed è dura, si fa una fatica boia, ma non ho più la forza di travestirmi. da brava nerd so che due linee parallele si intersecano all’infinito. aspetterò S all’infinito.

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4 thoughts on “09.08.15

  1. Va bene che la gente abbia degli hobby, degli svaghi…ma che questo voglia dire trasformarsi in “setta” e pensare che tutto ruoti intorno alla realtà parallela no dai, che depressione.

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  2. Pingback: Coming out #2 | Programmo la fuga

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