Programmo la fuga

on my way to myself

Una madeleine all’improvviso

2 commenti

Poco tempo fa sono stata in giro per l’Australia per qualche mese. Dormivo sempre in ostello e ho visto cucinare di tutto di più nelle cucine dei vari ostelli. Alcune cose che ho visto sono inimmaginabili, meritano un post tutto a parte, e più di una volta mi sono ritrovata a scuotere la testa e a chiudere gli occhi quando qualcuno tentava di cucinare la pasta. No, il sugo non va versato sulla pasta mentre sta ancora bollendo nell’acqua, no, proprio no. Questo giusto per far capire i livelli culinari.

Un giorno però esco di camera e lo sento, quell’inconfondibile odore di spaghetti aglio olio e peperoncino, quel profumo di casa, di normalità. Raggiungo la cucina e c’è una ragazza ai fornelli che sta preparando due spaghetti niente male, e improvvisamente ritrovo la fiducia nel genere umano. L’intero ostello è in estasi, tutti fermi a guardarla, tutti col naso all’insù. Dopo qualche minuto la ragazza grida all’amico all’altro capo della stanza “Aò che me passi a padella?”. Ovviamente era italiana. Cosa mai mi era passato per la mente che fosse straniera e sapesse cucinare gli spaghetti per bene! A quel punto ho pensato ad Aspreno. Così, di punto in bianco, questo bambino paffutello dal particolarissimo nome, che ho conosciuto in crociera sul Nilo molti anni fa, mi è ritornato alla memoria. Un pomeriggio eravamo nella piscina della nave e lo vedo che alza la testa, annusa l’aria, e se ne esce con “Ahhh, stasera spaghetti al pomodoro per cena”. Aveva ragione.

Ho conosciuto tantissime persone in giro per il mondo e alla fin fine con solo una piccola percentuale di loro ho ancora contatti. Quelli che conosci per strada, al bar, in fila alla biglietteria, quelli che dormono nella tua stanza in ostello, quelli con cui fai una gita o un viaggio in treno, tutti coloro che incontri in una giornata, magari nemmeno ci parli, ma in qualche modo ti rimangono in testa, formano un ricordo, ti lasciano un’immagine. Dal nulla, anni dopo, eccoli di nuovo lì, con flashback proustiani si ripresentano, e sorridi. Li ricordi e sei un pizzico più felice del minuto precedente. Senza rendercene conto lasciamo la nostra impronta in molte persone, e anche loro probabilmente, quando meno se lo aspettano, si ricorderanno di te. Non hai fatto niente di eclatante, o di particolare, non hai detto cose memorabili, sei stato semplicemente te stesso in un momento qualsiasi della tua vita, un momento che tu, quasi di sicuro, non ti ricordi. Ma loro si ricorderanno. E sorrideranno, un pizzico più felici del minuto precedente.

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2 thoughts on “Una madeleine all’improvviso

  1. Che scoperta questo blog! 🙂 Un sorriso dopo l’altro, nel bene o nel male: sono sorrisi di “quanto è vero!” GRAZIE.

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