Programmo la fuga

on my way to myself

Italian cafonal

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Sei in una tranquilla Marina nella periferia di Sydney, domenica mattina. Famiglie passeggiano allegre, tutti biondi, cappelli di paglia per proteggersi dal sole battente, polo color pastello. Attendi il traghetto per il centro città e la casa dell’opera, uno scorcio diverso per una fotografia. Ti guardi intorno e osservi i bellissimi e immacolati yatch ormeggiati. L’acqua è calma, intorno case ultramoderne e palme.

E poi parte la musica a tutta palla, in molti si girano irritati a guardare la fonte del disturbo. Lui, capelli lunghi, corvini, svolazzanti al vento, camicia bianca aperta che scopre un petto nudo abbronzatissimo, occhiali da sole più grandi della sua faccia. Passa nel piccolo porto in direzione della baia, motore al massimo, irrispettoso dei rigidi limiti di velocità australiani. La sua barca prosegue arrogante, incurante di tutto e di tutti. Supera il molo del traghetto rombando.

A poppa, alta nel vento, svetta bandiera italiana.

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